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Sfida il tubo con lo zampino di Warner Music

In barba ai propri detrattori Hulu, portale USA di contenuti in streaming nonché antagonista di YouTube, ha recentemente siglato un accordo con Warner Music riguardo la trasmissione di contenuti di una parte del suo roster. Non solo: alla luce dell’accordo che già vige tra Hulu ed Emi questa mossa non fa che corroborare l’ipotesi migratoria del portale verso territori sempre più music oriented, il che, considerando l’ampia gamma di offerta televisiva e cinematografica di cui già dispone, lo renderebbe, nonostante Vevo, un degno e pericoloso avversario per il tubo.

Nella corsa frenetica verso nuovi e migliori metodi di distribuzione musicale, a cascare in piedi sono guardacaso sempre le major. Se da una parte infatti si trovano a dover fronteggiare un’inesauribile emorragia di vendite – almeno nel senso tradizionale legato ai cd -, dall’altra godono del beneficio della scelta nei riguardi delle piattaforme che erogano servizi di distribuzione i quali, sferzati dalla crisi, sono alla ricerca di un ossigeno che solo le fab4 possono garantire.
Mentre i portali si scannano per dimostrare di essere l’uno più vincente dell’altro, l’industria intraprende la via del cerchiobottismo nell’attesa di un quadro in via di definizione.

Peccato soltanto che in tutto questo gli utenti, specie quelli italiani, siano parzialmente tagliati fuori dalla fruizione, visto che i servizi di cui sopra sono per ora rivolti essenzialmente agli Stati Uniti. Se a questo punto la domanda è: ma quindi la nuova miniera d’oro è la distribuzione di contenuti musicali? La risposta è: decisamente sì. Se l’altra domanda è: quindi tutti finiranno per fare un po’ di tutto? La risposta è: sì, purtroppo.

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