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  • Sham Rain: Someplace Else

    Sham Rain

    Data di uscita: 08-07-2005

    Loudvision:
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Ancora emozioni

Gli Sham Rain, forti del prezioso apporto del singer degli Entwine, portano avanti lo stesso, medesimo discorso musicale di “Empty World Excursion”. Una musica melo-malinconica sempre meno rock, fatta di note ricercate, attese mediamente ripagate, un incedere meditativo che si prende il suo tempo commissionando alle tastiere carezzevoli il compito di tendere le emozioni dell’ascoltatore fino al giro melodico successivo.
Se lo possono permettere: Mika Tauriainen è uno dei vocalist svedesi più talentuosi nel genere, capace di stemperare la sua voce nel gioco della distensione operato dalla musica degli Sham Rain. Con lui, quelle che possono essere delle romantiche digressioni ambient-strumentali con rade chitarre, diventano canzoni. Il metodo di lavoro è precisamente quello di creare improvvisando, in fase di composizione, con la sua timbrica inconfondibile il suono migliore, più pastoso o più gradevole, assecondando la musica del pezzo; le liriche vengono poi costruite intorno a quei suoni, e il feeling di perfetta integrazione è la chiave vincente di “Someplace Else”. Altro punto a favore, è la bravura strumentistica del combo finlandese: favorevole a quella dimensione sonora di rullate progressive, tempi regolari gradualmente incalzanti, perfetta successione di arrangiamenti facentesi sempre più preziosi, è capace di creare un’inconfondibile sensazione di “ondata emotiva” sempre più coinvolgente, poi rilassante, poi ancora avvolgente, in un costante tira-molla di intensità con l’ascoltatore. “Into Nothingness”, la opener, dopo l’inquadratura di un ritornello a scala discendente drammatico ed evocativo che battezza l’ingresso discreto di veri archi nel sound di “Someplace Else”, prende il via sui colpi di una nervosa e battente batteria di scuola Anathema. L’accrescersi d’emozionabilità è poi sottolineato dalle progressive ripetizioni del ritornello finale con sempre maggiore sostenimento e spessore. Si scivola quindi nell’attacco chitarristico tipicamente Sham Rain in “Still Aeon”, un semplice ed apparentemente spensierato gioco di arpeggi per rilassare l’orecchio, disposto a farsi cullare dal culminante ritornello.[PAGEBREAK]“To Leave” insiste nelle atmosfere passive, sorrette da tastiere statiche e sognanti, naturalistichevocative; il brano scivola naturalmente con il suo feeling acustico nel chorus, un’apertura suggestionante in cui Mika fa mostra d’un’eccezionale (forse troppo da riproporre dal vivo?) estensione vocale. Arrivati a metà dell’album riemerge il principale ostacolo dell’album precedente: tutto si distente fin troppo, qualcosa dell’ascolto si perde, e il feeling trascinante di brani come “Fail” e “Drifter” non si ripropone più. Al posto del piglio melodico dannatamente coinvolgente abbiamo gli adagi commoventi di “Aura”, comprensibili solo in un momento d’ascolto in cui siate disposti ad un’elevata permeabilità percettiva, o che abbiate in cuor vostro la disponibilità ad ascoltare con attenzione. Così potrete accedere anche alla lunga suite finale “The Empty Flow”, che si prende il suo tempo (nove minuti) sviscerando accordi di tastiera intimisticamente grandiosi e un tranquillo giro di pianoforte in sottofondo al sussurrato di Mika. Brano che, tra l’altro, insieme a “Slow Motions” presenta fugaci comparse di voce femminile come elemento di novità; niente più di qualche vocalizzo, ma quanto basta a variare ulteriormente la cromatura dei suoni dell’album.
Comprate a scatola chiusa se siete estimatori del quintetto. Qualora invece voi siate più che altro attratti dal genere, tenete presente che “Empty World Excursion” aveva meno pretenziosità musicale e maggiore concretezza nel feeling dei brani. Il lavoro odierno e quello di due anni fa sono fatti della stessa pasta, ma è innegabile che con la maggiore attitudine meditativa si ottiene una minore assimilabilità; si radicalizzano i pregi del gruppo, si accentuano i limiti, quali la passività distesa a volte eccessiva, del genere proposto. Che, comunque, per i suoi punti d’eccellenza già elencati, merita pienamente il voto assegnatogli.

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