Home > Recensioni > Shatter Messiah: God Burns Like Flesh
  • Shatter Messiah: God Burns Like Flesh

    Shatter Messiah

    Loudvision:
    Lettori:

I Nevermore hanno cambiato nome?

Le band clone hanno rotto le palle. D’ altra parte, in un mercato ormai ultrasaturo come quello attuale, è difficile vendere se non ci si associa alla corrente che va per la maggiore, dunque le stesse case discografiche preferiscono di gran lunga puntare su prodotti di sicuro successo piuttosto che rischiare qualcosa mettendo sotto contratto gente con idee rivoluzionarie o perlomeno innovative. Inserito nel lettore il disco degli Shatter Messiah si ha l’idea di aver sbagliato qualcosa e avere caricato un cd dei Nevermore; purtroppo non c’è stato nessun errore, il problema sta proprio nel fatto che questa band è identica sia a livello di songwriting che di produzione, di suoni scelti e anche per quanto riguarda la voce, a Warrel Dane e soci. Non per altro è stata formata ormai tre anni or sono dal chitarrista turnista della suddetta band, tale Curran Murphy, che negli anni passati a solcare i palchi con i Nevermore sembra avere imparato per bene la lezione. Il disco in sé non è assolutamente brutto, anzi è suonato con perizia e precisione, il rifferama è di qualità e la voce di Greg Wagner è assolutamente sopra le righe, ma la band nel suo insieme dimostra pochissima personalità, abbandonandosi al manierismo più vergognoso, senza cercare minimamente di caratterizzare i propri brani o di aggiungere qualcosa alla formula già proposta in dischi del calibro di “Dead Heart In A Dead World” o “Dreaming Neon Black”. Per tirare le somme, un disco consigliatissimo a chiunque sia un fan scatenato dei mentori di Murphy & Co. (ormai avrete capito di chi si parla), sconsigliatissimo a chiunque cerchi qualcosa di nuovo nell’ affollatissimo panorama del metal.

Scroll To Top