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She was born this way

Che piaccia o no la musica pop, che siate “madonnari” “navy” o “little monsters”, tutti sanno chi sia Lady Gaga, tutti sanno almeno due ritornelli di una canzone di Lady Gaga e tutti hanno presente la potenza mediatica che questa ventiseienne newyorkese, non particolarmente bella, possiede.

Recensire un concerto di Lady Gaga non è cosa semplice, perché non si tratta di commentare la capacità vocalica, il talento, la presa sul pubblico: si tratta di raccontare un evento

Quando si va a vedere un concerto pop, generalmente, si rinuncia alla finezza del vocalizzo, alla perfezione dell’acustica o a godere dell’assolo strumentale, generalmente, si vuole (solo) assistere ad uno show megagalattico con il maggior numero di colori e colpi di scena possibili, ma soprattutto si vuole vedere dal vivo l’oggetto della propria idolatria.

Negli ultimi anni sui palchi dei maggiori tour pop si è visto praticamente di tutto, vedendo il Born This Way Ball Tour ci si immagina una Lady Gaga sdraiata sul divano a pensare “questo l’ha fatto Madonna, questo Britney … questo Rihanna, che mi posso inventare?” ed ecco quindi spiegato l’apparire di un’enorme vagina dalla quale la sopracitata esce al grido di “I was Born This Way, motherfuckers!”, non lasciando spazio a nessuna metafora.
Ma non è certo questa la cosa più sconvolgente, non più di un divano di carne o di vederla uscire trasformata in un essere metà Gaga e metà motocicletta, sulle note di Heavy Metal Lover.
Le tracce sono molte, l’ultimo album è eseguito quasi per intero, mentre del precedente e fortunatissimo The Fame (Monster) vengono, ingiustamente, ripresi solo i maggiori singoli.
Il concerto è molto lungo, per la media di un concerto pop, e a differenza delle sue colleghe Gaga si lascia andare a lunghi momenti di contatto con il pubblico: ci parla, lo guarda, lo cerca con gli occhi, lo coinvolge in ogni momento e seleziona alcuni ragazzi della prima fila da far salire sul palco per farsi baciare ed abbracciare durante l’ultimo numero: Marry the Night.
[PAGEBREAK] Difficile ridurre il concerto al classico “bello o brutto?”: a vantaggio delle sue rivali, esclusa l’inarrivabile Beyoncè, Lady Gaga ha dalla sua il pregio di essere cresciuta come musicista, aver studiato composizione e pianoforte fin da bambina ed avere quindi delle reali doti canore; a discapito delle altre regine del pop, Gaga ha la frenesia di voler fare troppe cose tutte insieme, troppe situazioni diverse, troppi vocalizzi, troppa attenzione sul pubblico, tutte cose che fanno perdere forza e coerenza allo show, nel suo complesso; ma a stupire, e in maniera inspiegabile, è l’impianto produttivo che, facendo un paragone con tutti gli ultimi tour delle celebrità pop, è tra i più poveri. Sia in questo che nel precedente The Monster Ball Tour i costumi sono molto particolari ed originali ma non particolarmente elaborati né maestosi, le scenografie davvero elementari; in quest’ultimo, per giunta, le coreografie sono quasi del tutto riciclate dal precente tour per i numeri vecchi, o da eventuali esibizioni live promozionali per quanto riguarda i singoli estratti, un vero passo falso per un marchio, quello della Haus of Gaga, ormai sinonimo di circo ambulante ed impensabili numeri di ogni sorta.

Ma la vera curiosità è: Madonna o Lady Gaga? MDNA Tour VS Born this way ball tour.

Due tour lanciati quasi in contemporanea, ancora in giro per il mondo ma sempre in continenti diversi, entrambi approdati in Italia, tre tappe da stadio il primo, un’unica tappa al Forum di Assago il secondo.
Gaga è sul palco, la vedi, ti parla, ti dice che chissene frega se la scenografia è fissa e non escono pilastri di cattedrali gotiche dal pavimento, il centro dello show è lei, anzi, siete voi: tu, lei, la sua voce e tutto il pubblico, insieme; Madonna appare sul palco per fare il suo show, ringrazia e se ne va, non concede bis: lo show è maestoso, dalle cattedrali gotiche ad una tarantiniana stanza di motel, da una sfilata di moda ad uno spettacolo di majorette, ma lei è gelida e non concede al pubblico che qualche risata o ammiccamento, tutti rigorosamente provati e coreografati.

Atto I
Highway Unicorn (Road To Love)
Kill The B***h (Interlude)
Government Hooker
Born This Way
Black Jesus † Amen Fashion
Bloody Mary
Bad Romance
Judas

Atto II

Fashion Of His Love
Just Dance
LoveGame
Telephone

Atto III
Heavy Metal Lover
Bad Kids
Hair (Piano) (Tranne nelle tappe a Melbourne e nella seconda tappa a Perth).
Princess Die (Dalle tappe a Melbourne).
Yoü and I
Electric Chapel

Atto IV
Americano
Poker Face
Alejandro
Atto V
Paparazzi
Scheiße
Encore
The Edge of Glory
Marry the Night

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