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  • Shining: III/Angst

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Terzo strike per gli Shining

Il signor Von Blomberg, al secolo Hellhammer, non sta certo fermo un momento. Qualche mese fa il nuovo Winds, ora l’ultimo Shining, per non parlare di tutti gli altri progetti paralleli (circa milleduecento, stando all’ultimo censimento) che lo vedono protagonista dietro le pelli. Una cosa è certa: il nostro “martello dell’inferno” sa quali gruppi scegliere e di conseguenza riesce ad intuire quando una band in cui deve essere coinvolto ha le carte in regola per essere definita quantomeno discreta. È il caso degli Shining che, nati nel 1996 dalla mente malata di mister Kvarforth e usciti ufficialmente nel 1998 con il 7″EP “Submit To Self-destruction”, giungono ora al terzo episodio della propria trilogia, “Angst-Självdestruktivitetens Emissarie”, un album oscuro e maledetto, figlio del suicidio, dell’autodistruzione e dell’abuso della carne e della mente umana. Ficcante il risultato ottenuto, non c’è che dire, dalla prima traccia del cd, “Mörda Dig Själv…”, si avverte la sensazione di essere precipitati in un girone infernale (quello dei suicidi) dal quale non vi è ritorno. Atmosfere plumbee e sulfuree, grevi come pioggia d’argilla, riff ultradepressivi giostrati su armonizzazioni di chitarra sinistre ed inquietanti, scream-voice urtante e malefica, insomma, un disco di dark/black metal come non se ne sentivano da tempo: ferino, crudele, depressivo, straziante, obnubilante e chi più ne ha più ne metta. Si va dall’accennata speranza di “Svart Industriell Olycka” alla passiva rinuncia di “Fields Of Faceless”, dalla decadenza di “Självdestruktivitetens Emissarie” all’oppressività di “Submit To Self-destruction” fino alla velata pace di “Till Minne Av Daghen”, in cui un clavicembalo sviscera note maligne su un sottofondo di vento gelido ed oscuro, sussurro di un’anima silente che non riesce a darsi pace. Ottimi gli Abyss Studio (diretti da Tommy Tägtgren) per produzione sonora, cristallina, di sinistra ed ipnotica magniloquenza, capace altresì di conservare quella necessaria patina “raw” tipicamente black metal. Un lavoro pienamente riuscito sotto ogni punto di vista, una band capace e caparbia composta da musicisti deviati ma dannatamente pragmatici, tutto questo fa di “III/Angst” un acquisto obbligato per i veri amanti del genere.

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