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Shining: Tracce di sangue nel carbone

Avrete notato dalla recensione di qualche settimana fa che gli svedesi Shining non sono esattamente una band convenzionale. Fanno black metal, con tutti gli annessi e connessi del genere, ma se suonassero hard rock, la loro personalità artistica e le tendenze musicali ne farebbero l’immagine ideale della rockstar a tutto tondo, che incarna il pluri citato e abusato sex, drug and rock’n’roll.

Di una cosa si può essere certi: l’estremizzazione del loro essere musicale è intrinsecamente legato alla sfera personale: la tendenza a superare il limite, e l’incoraggiamento verso i fan a cercare l’illuminazione tramite la droga o il suicidio non rendono gli Shining una band facile da intervistare. Ragion per cui le risposte di Peter Huss sono state piuttosto laconiche…

Avete più volte sottolineato che il nome della vostra band è legato ad una sorta di cammino personale verso l’illuminazione, ma la musica che fate e il vostro atteggiamento incoraggiano il suicidio e il massiccio consumo di droga: come possono questi elementi portare all’illuminazione, secondo voi?
Be’, dipende da quello che pensi tu. Il mio modo di vedere le cose non è comunque interessante, ma credo che, per qualcuno, sia una via verso l’illuminazione.

Come definireste il vostro stile musicale?
Hmm… mi piace dire che è solo musica. Mettere delle etichette alla musica non è una cosa che faccio di solito. È quello che è.

Avete appena girato “Förtvivlan, Min Arvedel”, il vostro primo video dall’inizio della vostra carriera… perché ci avete messo così tanto prima di produrre un video? Ci potete raccontare qualcosa sulla storia del video?
È costoso realizzare un video, e fare una schifezza a budget ridotto del tipo “correre in giro per le foreste e fare la faccia cattiva” non andava bene per noi. Ora, per la prima volta, abbiamo avuto un budget decente per fare un video decente. Se avessimo avuto le risorse necessarie per produrne uno prima, lo avremmo fatto prima.

Visto che molti dei vostri testi sono in svedese, e che le parole sono una parte vitale del vostro messaggio… avete mai pensato di fare una traduzione in inglese?
No, in realtà no. La gente traduce le cose in ogni momento, quindi credo che sia abbastanza facile mettere le mani su una traduzione. Ma c’è una ragione per cui i testi sono in svedese, e chi vuole capirli ci può riuscire in ogni modo, appunto con le traduzioni.

Avete mai avuto problemi con la censura? I vostri show, per alcuni versi, non sono proprio convenzionali.
No, a dire la verità non molti… A volte i proprietari dei club ci pongono delle restrizioni ma nulla viene mai pianificato dall’esterno. Quindi, se succede qualcosa, beh, succede in ogni caso.

Quali sono le band che vi hanno ispirato maggiormente? E perché?
È molto difficile dirlo perché tutti nella band ascoltano cose diverse. Io, ad esempio, ascolto molta roba degli anni ’60 e Scott Walker.

Qual è il motivo principale per cui la band s è sciolta nel 2004? E perché Niklas ha fomentato le voci che si fosse suicidato nel 2006?
Io mi sono unito alla band solo nel 2005, quindi non so niente e non m’interessa. Ma quando mi sono unito alla band, era il 2004 e non credevo neppure che ci fosse uno split. E riguardo alle voci dello scioglimento… be’, chiedilo a Niklas quando lo incontri.

Avete già pianificato un tour a supporto di “VII/ Född Förlorare”? Verrete anche in Italia?
Stiamo pianificando molte date ora e verremo in Italia per due date all’inizio di settembre. Registreremo anche un live nel vostro paese, quindi saranno certamente due show speciali e unici.

Preferite suonare in piccoli club o in grandi festival? Perché?
Mah, non fa nessuna differenza sul tipo di locale, basta che le sensazioni siano positive.

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