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  • Shipping News: Flies The Fields

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Gli Shipping News che guardano il mondo da precise scelte socio-politiche (e umanistiche) ma non ce lo vengono a dire. L’arte è l’angolo dove si rifugiano dai mali della società, e il dolore si rispecchia in quel forte odore di incompiuto, di insensato, quel vago malessere per il mondo che si adagia nella sua piattezza, minimale e malinconico, ma che alla fine ci deve andar bene così perché altro forse non c’è. Post rock, indie rock, proseguono il discorso iniziato con Rodan e June Of 44, attualissimi in un genere che non ha mai visto grosse sorprese ma che alla cerchia di fan piace così com’è. Shipping News ci mettono un senso di incompletezza che mozza il fiato, inquietudine rilassata che lascia a metà, indecisi se godersi la quiete o se piangerne la triste staticità. L’arma in più della band è proprio quel cantato che in molti vanno abbandonando, e che si presenta come un meraviglioso miscuglio tra Billy Corgan e Maynard James Keenan filtrati al depressore; se avessimo dovuto scegliere una voce per cantare il post rock sarebbe stata proprio questa. E la musica non è da meno, le stratificazioni sono lente ma non lentissime, i cambi arrivano sempre al momento giusto, un disco già scritto certo, ma quando è riscritto così bene non ci si fa proprio caso. Meno imponente dei cugini Mogwai, crescendo che non si realizzano e batteria che non spacca cassa e tom ma li usa con senso ritmico, uno spirito rock che solleva e affonda con delicatezza, senza essere soffocante, leggero e intenso, una capacità di scrivere riff intelligenti che entrano velocemente e non ti lasciano più, in quel lieve distorto ereditato dagli anni ’70. Convince al primo ascolto e poi cresce soltanto, imprescindibile per appassionati e interessati, un punto di riferimento sulla crescente parabola della band.

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