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Should have taken acid with you

Pensi all’estate e immediatamente un disco come “Psychic Chasms” dei Neon Indian, tra i migliori prodotti in assoluto della giovine corrente chillwave, viene in tuo soccorso a rimembrarti spiagge assolate, l’odore di salsedine e i costumini succinti delle donnine al mare. Un concerto dell’ensemble americano a fine maggio quando la voglia di sole e di mojitos raggiunge l’apice è qualcosa che, dopo questa premessa, difficilmente si può perdere, decido quindi di non farmi sfuggire la data romana degli statunitensi presso il Circolo Degli Artisti.

Ad aprire la serata c’è un act di tutto rispetto, la canadese Grimes, al secolo Claire Boucher, giovane platinata musicista alquanto bizzarra, non solo per l’insolita bigiotteria con i calchi della sua vagina che vende nel banchetto del merchandising, ma soprattutto per la sua istrionica e movimentata performance sul palco. Uscita direttamente dagli anni ottanta, accompagnata da synth e batteria elettronica, Grimes riscalda in maniera eccellente la platea romana con il suo pop elettronico ed etereo.

Intanto il locale si è rapidamente riempito di ragazzi di ogni sorta. Inutile dire che l’animale che la fa da padrone è il parvenue hipster con le sue braghe arrotolate a mo di procacciatore di telline, e la sua maglietta a righe con collo slabbrato a capezzolo bene in vista.

Ancora intento ad osservare la fauna intorno a me non mi accorgo che i Neon Indian sono già saliti sul palco, e solo le note di “Local Joke” mi riportano alla realtà interrompendo bruscamente la mia attività di severo censore dei costumi contemporanei. La folla preme e dalle mie stime approssimative, ovvero un simpatico ciccione alle mie spalle che mi farà sentire la “presenza” per tutto il corso del concerto, deduco il sold out della serata.
Una manciata di brani dall’ultimo disco “Era Extraña” mandano avanti lo show, ma sono i pezzi tratti da “Psychic Chasms” a coinvolgere maggiormente il pubblico.
Ottimo l’impatto scenico della band che focalizza tutte le sue forze ed energie intorno alla voce super effettata di Alan Palomo, la vera mente del progetto Neon Indian. La batteria acustica dona una veste molto più rock/pop ai brani che su disco, complice una produzione decisamente lo-fi, strizzano l’occhio all’elettronica e a tutti i suoi derivati.
Con la stupenda “Deadbeat Summer”, seguita da “Ephemeral Artery” e “Should Have Take Acid With You” in chiusura di setlist, si raggiunge l’apice del concerto, e tra un movimento d’anca e una shakerata di rotule me ce ne torniamo a casa felici, contenti e baldanzosi.

Local Joke
Hex Girlfriend
The Blindside Kiss
Mind, Drips
Future Sick
6669 (I Don’t Know If You Know)
Fallout
Arcade Blues
Psychic Chasms
Polish Girl
Deadbeat Summer
Ephemeral Artery

Encore:
Shoul Have Taken Acid With You

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