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Urletti pop

Gli svedesi Shout Out Louds ci presentano il loro quarto album, intitolato “Optica”, con una gioia paragonabile forse soltanto a quella di chi stava a San Pietro ieri sera, ma senza papa argentini.

Nemmeno un’ora esatta di esecuzione, una produzione curata fino al minimo dettaglio (e durata più di un anno e mezzo) e il risultato è un disco caldo e amichevole, quasi come la band volesse abbracciare uno ad uno i componenti del proprio pubblico.
Il picco grafico che descrive il genere d’appartenenza di questo album è un synth-pop giocoso, molto vicino a “Moment Bends” degli Architecture In Helskinki.

Praticamente una sacca di canzonette pop belline, ma che non bastano.

Gli Shout Out Louds probabilmente non avevano voglia di impegnarsi dirigendo le proprie forze verso qualcosa di solido e marmoreo; a questo hanno preferito l’allegrezza delle feste, gli amori giovanili, un sound decisamente danzereccio (“Illusions” ricorda i grandi New Order con quei beat invitanti).

Che anche loro abbiano subito le conseguenze della crisi? Chi lo sa.
Di certo essere miti (nel senso di placidi) non è stata una saggia decisione.

Pro

Contro

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