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Show in tricolore

Probabilmente è proprio Liam, sul palco dell’Alcatraz alla vigilia delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, a festeggiare per primo la ricorrenza, presentandosi on stage avvolto in un drappo tricolore.

E in tale veste l’ex Oasis ci è rimasto per tutto il concerto! Un’ora e dieci minuti di show e non c’è da stupirsi dato che i Beady Eye hanno alle spalle un solo album da cui attingere. Tutti indubbiamente speravano in qualche “cover” degli Oasis, in un accenno di “Wonderwall” o “Supersonic”, ma così non è stato e si sono dovuti accontentare di uno show nel complesso dignitosissimo, a dispetto di qualche pettegolezzo che voleva Liam afflitto da mal di gola e conseguente calo di voce.

Sicuramente è strano vedere Liam, Gem Archer, Andy Bell, Chris Sharrocke e non vedere Noel… inizialmente lo si cerca e ci si domanda dove si è nascosto il più timido e introverso dei fratelli Gallagher, ma dopo un po’ il pensiero si eclissa e lascia spazio a una band che sta (ri)cominciano un percorso di affermazione reso assai difficile dall’ingombrante passato, con cui inevitabilmente si va a confrontare e scontrare.
Noel era il fratello compositore, ma Liam è indubbiamente la rockstar della famiglia e oltre a padroneggiare lo show con naturale disinvoltura e catalizzante carisma, mette in luce le ottime potenzialità musicali dei Beady Eye.

Lo show si apre con uno dei pezzi migliori di “Different Gear, Still Speeding”, l’incalzante “Four Letter Word”, non a caso dedicata allo scioglimento degli Oasis, e prosegue snocciolando una ad una tutte le tracce dell’album.
Liam si lascia andare a qualche commento e dedica – “Kill For A Dream” viene suonata in omaggio alle vittime del disastroso terremoto in Giappone – e appare di ottimo umore: neanche la bottigliata schivata all’ultimo riesce infatti a scalfire le positive vibes della serata che portano – addirittura – Liam a scendere tra il pubblico per un caloroso saluto ai fan delle prime file.

La strada da fare è ancora lunga e lo dimostra il fatto che il pubblico accorso è per lo più formato da fan degli ex Oasis che dimostrano di essere ancora indissolubilmente legati alla vecchia band. Liam ce la sta sicuramente mettendo tutta per dimostrare di potercela fare anche da solo, di non aver bisogno di Noel e di poter bissare i successi del passato. È troppo presto per trarre conclusioni o sentenziare, per ora possiamo solo prendere atto della buona volontà della band e dell’impegno che sta dimostrando.

Four Letter Word
Beatles and Stones
Millionare
For Anyone
The Roller
Wind Up Dream
Bring the Light
Standing on the Edge of the Noise
Kill For A Dream
Three Ring Circus
The Beat Goes On
Man of Misery
The Morning Son

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Sons of the Stage

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