Home > Recensioni > Shugo Tokumaru: Port Entropy

Buon giorno, LSD

Shugo Tokumaru, anche noto come ????????, è un cantante e polistrumentista giapponese, e fino a qui ci arrivavamo tutti. È anche uno che ha iniziato la sua carriera suonando cover dei Clash.

“Port Entropy” è il suo quarto album ufficiale, ed è una specie di incidente diplomatico tra gli Animal Collective, i Beach Boys e i Beatles più sensibili agli acidi. Il buon Tokumaru è sempre stato un appassionato delle sonorità aperte, in maggiore, e con un certo vezzo infantilista. A conferma di questo, sulla copertina dell’ultimo album compare una specie di tubetto di maionese con le braccia, le gambe e un’espressione stupita.

Canta in giapponese, suona tutto lui, infila in un brano il maggior numero di strumenti possibile, trae i suoi testi e le sue ispirazioni sonore dai sogni che fa, è un virtuoso, ha diteggiature impossibili, pattern melodici da strabuzzare gli occhi. L’album ha qualche raro momento di stanca, ma pochi cazzi: Shugo Tokumaru è gli Animal Collective del futuro, con meno stranezze autoimposte e più avventure oniriche rivomitate in musica, e saperlo non è mai stato così bello.

Pro

Contro

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