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Si può dare di più

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Sta per giungere anche per i Meshuggah il momento di fare i conti con il passato, i traguardi raggiunti, l’età che avanza, la scadenza annuale delle uscite. Non sarà facile ammetterlo, ma in questa occasione la band potrebbe perdere per strada un po’ dell’imprevedibilità e dell’istinto evolutivo che da sempre la contraddistinguono.
Se i due lavori precedenti potevano essere definiti “monolitici” e “ipnotici”, a posteriori apparirà chiaro come già essi celassero uno spettro impalpabile di staticità: con “obZen”, in uscita su Nuclear Blast il 7 Marzo 2008, i Meshuggah, nel tentativo di registrare un disco di canzoni, di durate contenute (per un totale di 55 minuti) e di tempi più spediti, finiranno per inciampare nell’autocitazionismo (già evidente nella tracklist); saranno presenti soluzioni che rimanderanno in modo esplicito a episodi di “Chaosphere” e “Destroy Erase Improve”, giustificate da un’autoironia e da una propensione al divertissement poste convenientemente in primo piano. Con un’aggravante: la voglia di trascinare e di porre l’accento sul groove potrebbe produrre una relativa razionalizzazione delle strutture, privando il disco di parte di quel fascino impervio che costituisce un tratto caratterizzante di tutti i lavori precedenti della band.
“obZen” non sarà deludente, anzi, potrebbe qualificarsi come uno dei migliori dischi metal dell’anno; ma dai Meshuggah ci si aspetta comunque molto di più.

Ecco la tracklist completa dell’album:
01. Combustion
02. Electric Red
03. Bleed
04. Lethargica
05. ObZen
06. This Spiteful Snake
07. Pineal Gland Optics
08. Pravus
09. Dancers To A Discordant System

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