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Siamo ancora dei pulcini

Gli Afterhours hanno suonato sabato sera all’Arena Civica di Milano.

Un concerto non di promozione di un nuovo album (cui la band sta lavorando) ma – come spesso fa – per il tour estivo.
Un concerto abbastanza simile a quello dello scorso anno al Carroponte di Sesto San Giovanni, dove si è festeggiato il ritorno nel gruppo del chitarrista Xabier Iriondo. Insomma, non si è trattato di un evento speciale, questa volta, eppure il pubblico milanese ha risposto benissimo: alle 21, a farsi divorare dalle zanzare in Arena Civica, era pieno di gente. Tra il pubblico anche il cantautore Dente, che per lo più ha vagato con aria spaesata per il prato.

La band è salita sul palco puntualissima e nerovestita, in questo nuovo corso che abbandona le divise (le bambine, i posh, gli abiti anni 60, i completi scuri): il cantante Manuel Agnelli abbigliato da rocker in pantaloni attillati neri e una maglietta senza la manica destra, con la manica lunga a sinistra (GOD IS SOUND), i capelli lunghi sciolti sulle spalle e un fisico curatissimo. Giorgio Ciccarelli, il chitarrista, come anche Giorgio Prette, il batterista, e Rodrigo D’Erasmo, il violinista, invece hanno adottato uno stle più minimale con camicia a maniche corte nera. Xabier ovviamente era vestito in stile Iriondo, tanto da far impallidire anche il bassista Roberto (Frank-N-Furter) Dellera.

La band – posizionata tutta sulla sinistra del palco, con Prette dietro, e non più in fila accanto agli altri, e Giorgio Ciccarelli solitario sulla destra – ha attaccato subito con decisione (“La Verità Che Ricordavo”) e Agnelli ha alternato pezzi con o (“Ballata per la mia Piccola Iena”, ad esempio) senza la chitarra.
Il più delle canzoni è stato proposto nella forma conosciuta, ma “Bianca” è stata fatta in acustica (da Agnelli) con il violino; “È Solo Febbre” ha visto una esecuzione tagliata, senza la lunga parte centrale e i cori (WOHH!) in crescendo. Stessa cosa per “Solo Sangue”, con un lungo assolo di violino nella parte centrale, mentre “Bye Bye Bombay” è stata suonata con l’intro pompata che spesso gli After fanno dal vivo, anche con suoni molto malati e sbragati, ad ottenere quasi un effetto macabro (Xabier ha suonato scordando la chitarra) e un finale perciussivo. “Pop” è invece stata presentata dando grande risalto alla voce, con tantissimo riverbero.

“Non si Esce Vivi Dagli Anni ’80″ è stata completamente rivista e trasformata in un pezzo ancor più spigoloso (con Xabier a suonare robotico). In gran forma Xabier che, per lo più, come ai bei tempi, ha suonato saltando come un grillo, e un paio di volte ha duettato con Manuel, ad esempio in “Bye Bye Bombay”, in cui i due hanno incluso anche Prette, come in una specie di rito fra i componenti più di lungo percorso della band. (Ciccarelli ha avuto sempre una posizione isolata).

La parte ritmica e il violino facevano per lo più vita a sé, con duetto tra Dellera e Ruggero D’Erasmo su “La Sottile Linea Bianca”.
Durante “Milano Circonvallazione Esterna” come sempre Prette si è unito al gruppo suonando il tamburello, mentre Manuel ha suonato le uova mimando mosse ninja (che sarebbero ridicole se a farle non fosse uno dei cantanti più adorati dal proprio pubblico). Questa volta, però, sul finale il gruppo ha smesso di suonare, lasciando spazio alle sole uova magiche di Manuel. Per il resto del pezzo, Iriondo ha suonato mimando mosse meccaniche. È seguita “Pochi Istanti Nella Lavatrice”, che Manuel ha dedicato a Milano e al suo nuovo corso, ma con intento polemico: agli Afterhours non è andata giù la limitazione di decibel imposta dal comune e Manuel ha invitato il pubblico a protestare “non fra di voi, sui blog e su internet, ma fatevi sentire se volete che le cose cambino. Non dovete dire a noi che non vi va bene: noi già lo sappiamo”. (E il testo ha visto un cambiamento: “Sono senza volume”! invece di “Sono senza voce”).

Sui bis, Manuel si è cambiato (mantenendo la scritta God is sound, del merchandising. E pensare che, per tanti fan, lui è Dio!) e ha parlato dolcemente con un fan: “No, non la facciamo quella canzone questa sera. La prossima volta, se vieni, te la suoniamo”.
I bis hanno visto tanti momenti applauso durante le canzoni, soprattutto in “Ci Sono Molti Modi” . Grande partecipazione anche con cori e battimani (che hanno accompagnato l’ultima uscita prima dell’ultimo bis della band).
Manuel ha ricordato Amnesty International, il cui banchetto è ospitato dagli Afterhourse durante il tour, e l’occupazione del teatro Valle a Roma, ammonendo i presenti a fare di più per salvaguardare la cultura: “Fate casino, fatevi sentire”.

L’Estate
Germi
Il Bacio di Giuda
La Sottile Linea Bianca
È Solo Febbre
Ballata Per La Mia Piccola Iena
Nell’Aria
Milano Circonvallazione Esterna
Pochi Istanti Nella Lavatrice
Ho Tutto In Testa Ma Non Riesco A Dirlo
Solo Sangue
Pelle
Bye Bye Bombay

BIS 1
Carne Fresca
Pop
Ci Sono Molti Modi
Quello Che Non c’è

BIS 2
Non Si Esce Vivi Dagli Anni 80
Rapace
Male Di Miele
Pelle Splendida

BIS 3
Bianca
Il Paese è Reale

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