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  • Sick Tamburo: Senza Vergogna

    La Tempesta Dischi / Mastermusic

    Data di uscita: 03-06-2014

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Non c’è nessuna ossessione che non possa essere raccontata: questo è il concetto fondante dell’ultimo album dei Sick Tamburo, “Senza Vergogna”, il terzo per la band pordenonese dopo l’omonimo Sick Tamburo (2009)  e A.I.U.T.O. (2011). Ci servono su un piatto d’argento le radici amare delle manie e stranezze dell’essere umano, con crudeltà e schiettezza ma senza trascurare il lato semplice, quasi ingenuo, di ciò che fa parte di noi. Musicalmente, mantengono il loro marchio di fabbrica, il rock alternativo e gli arpeggi caratteristici, in un alternarsi di chitarre cupe e melodie più morbide, e con una puntina di suoni electro nella traccia “L’Uomo Magro”.

Ciò che colpisce di questo album è sicuramente la spontaneità innocente dei temi trattati, con una scrittura dei testi non eccelsa ma che trasmette direttamente non solo un’idea ma anche un sentimento, obiettivo primario di una canzone. “Quando bevo mi farei chiunque, more, bionde o senza denti […] senza gambe. […] Quando bevo l’istinto prende il sopravvento. Quando bevo mi sento sicuro, illusione di un momento” è un testo che non ha nulla di poetico, ma ha forza nel raccontare uno stato d’animo, pur banale o becero che sia. Ma poi in “Pensiero” viene posta una domanda che non ha nulla di rozzo o semplicistico: “Il peso di una colpa chi me lo porta via?”, una domanda che risulta tagliente, che pochi si porrebbero, e che nasconde diversi concetti ed emozioni di grande importanza. E in questa diversità di brani, troviamo anche la sfacciataggine di “Ti Amo (Solo Quando Sono Solo)”, dal titolo che dice già molto se non tutto.

Dell’album è già uscito il primo singolo, “Il Fiore Per Te”, che vede la collaborazione di Davide Toffolo (TARM), col relativo videoclip, opera del regista Stefano Poletti.

“Facciamo qualcosa prima che sia tardi, non fermiamoci mai”: questi sono i Sick Tamburo, non si fermano.

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