Home > Recensioni > Sieges Even: Playgrounds
  • Sieges Even: Playgrounds

    Sieges Even

    Data di uscita: 25-07-2008

    Loudvision:
    Lettori:

Avanti con stile

Band piuttosto sottovalutata, da noi, i Sieges Even. La loro fama è parzialmente dovuta alle prestigiose collaborazioni dei fratelli Holzwarth, Alex (batteria) in forza ai Rhapsody, Oliver al basso per i blasonati Blind Guardian. Eppure di classe, il combo tedesco, ne ha da vendere, con il suo prog metal elegante e sintetico, influenzato tanto dai Rush quanto dal techno thrash più sofisticato. Niente eccessi barocchi, ben poche strizzate d’occhio al new prog figlio di Dream Theater e compagnia, i Sieges Even imbastiscono ritmiche complesse ma sempre molto composte, senza particolari sfoggi di classe, in un equilibrio che sta al genere come i Police stanno al rock duro dei seventies – ovvero tanta tecnica implicita, molte ellissi. Tutto questo viene brillantemente fuori in “Playgrounds” bel disco live che si avvale della produzione dell’axeman Uwe Lulis, che molti ricorderanno nella formazione storica dei power metaller Grave Digger.
Sound cristallino, non troppo roboante, ma molto preciso ed efficace nel lasciar distinguere il lavoro dei singoli strumentisti, performance di qualità assoluta, specie per quanto riguarda la citata sezione ritmica, che si districa con tocco cangiante, qua soffuso, là grintoso, in pattern che richiamano certi Metallica, ma soprattutto qualche band di avventurieri ai confini di fusion e affini – non ultimi, per certi versi, i Mekong Delta più riflessivi. Scaletta di un certo pregio, difficile indicare highlight: i Sieges Even macinano rock/metal nobile con uno stile inconfondibile.
Se cercate l’assalto all’arma bianca, certo, siete fuori strada, ma se apprezzate le sonorità più cerebrali e amate i performer dal tocco raffinato, “Playgrounds” è un acquisto senza dubbio vincente. Ottimo.

Scroll To Top