Home > Recensioni > Sigur Rós: Kveikur
  • Sigur Rós: Kveikur

    Sigur Rós

    Loudvision:
    Lettori:

In soli 12 mesi, sembrano un’altra band

Si può cambiare (quasi) radicalmente nel giro di 12 mesi? Sembra di sì. Dopo lo splendido “Valtari“, uscito lo scorso anno e molto vicino al sound degli esordi, in questo 2013 i Sigur Ros tornano con “Kveikur”. Il disco è molto più ritmato rispetto al predecessore, nonostante non manchino episodi in cui si rallentano i battiti e si aumentano le emozioni. Si potrebbe definire questo lavoro il primo vero album rock della band, seppur con le dovute precauzioni e proporzioni del caso. I ritmi incalzanti la fanno da padrone, con strutture musicali molto più semplici e meno sperimentali del passato. A distanza di appena un anno non ci si aspettava un cambio così radicale, seppur il tutto suoni ottimamente e senza alcun calo di qualità.

“Brennisteinn”, utilizzata anche per il trailer di lancio di “Assassin’s Creed IV: Black Flag” e primo singolo del disco, dà sin dagli inizi una certa sterzata al sound, aumentando notevolmente grinta e ritmo, così come accade per “Isjaki”, secondo singolo estratto dall’album. Il primo calo di tensione si ha con “Yfirbord”, di radiohediana memoria ed estremamente struggente. Un lavoro che sa coinvolgere, accellera, rallenta e poi accelera di nuovo, fino alla conclusiva “Var”, unico brano musicalmente attiguo a “Valtari” del quale, a livello emozionale, siamo sotto. Qualitativamente invece il livello è sempre alto.

Pro

Contro

Scroll To Top