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  • Silent Edge: The Eyes Of The Shadows

    Silent Edge

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Olandesi volanti

Non è la personalità roposta il piatto forte dei Silent Edge, olandesi al proprio debutto discografico. Le influenze della band si fanno sentire tutte e coprono una gamma piuttosto ampia di stili e spettri sonori: si va da Malmsteen ai Dream Theater passando per tutto ciò che può starci in mezzo. Quindi, per citarne alcuni nomi, Symphony X, Royal Hunt, qualche ammiccamento ai cori “Made in Shadow Gallery”, senza dimenticare gli Elegy, illustri conterranei dei Nostri. Se per esempio in “Crusaders” si coniuga metal iper-prodotto, caro a band come gli Stratovarius, ad atmosfere e ambientazioni medievaleggianti (che potrebbero fare invidia agli Hammerfall) con tanto di coro simil-gregoriano a condurre le danze, creando peraltro qualcosa che si avvicina al concept sonoro dei Nightwish, in “Under A Shaded Moon” potrebbero tornare alla mente Symphony X e Fates Warning (questi ultimi soprattutto per alcune scelte vocali, in particolar modo del ritornello, che rimandano direttamente a Ray Alder). In “Savage Symphony”, invece, si va di Malmsteen senza troppi compromessi. Si tenta il colpaccio anthemico con “For Ancient Times” (della quale “Crusaders” potrebbe fungere un po’ da intro), e si gioca pure la carta del mid-tempo affascinato dal prog metal, “Wasted Lands”.
I ragazzi tutto sommato ci sanno fare e si sente, dimostrazioni possiamo trovarne negli ottimi lavori strumentali compiuti dai due fondatori della band, Emo Surypatty alle chitarre e Mingguss Gasperz alle tastiere, ma anche le melodie create e interpretate dal cantante Willem Verwoert si fanno piacevolmente notare.
Il disco si ascolta più che bene, è piacevole, ben suonato e con ottimi suoni, ma pone un quesito a riguardo delle armi su cui potranno puntare i Silent Edge per emergere dal gruppone delle uscite analoghe: forse sulle belle melodie, sui ritornelli efficaci e sulla capacità strumentale, ma c’é già chi ha reso tali caratteristiche un proprio baluardo. E per ora l’interrogativo non può che apparire come una nuvola oscura e minacciosa sul futuro della giovane band olande

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