Home > Recensioni > Simone Cristicchi: Grand Hotel Cristicchi

Quel solito motivetto

Ce n’eravamo accorti quando diceva di voler essere Biagio Antonacci, ora lo ribadisce col terzo disco “Grand Hotel Cristicchi”: Simone Cristicchi assorbe l’attualità da tutti i canali.

Che sia quella del tg o delle riviste di gossip, di un musicista o di un regista, lui la prende e ne fa un ritmo orecchiabile. Rischiando di cadere nella banalità del motivetto che piace alle radio e giocando facilmente su temi troppo conosciuti.

Ecco, quindi, che le stanze del Grand Hotel racchiudono Carla Bruni (quella Sanremese) e la Genova del G8, l’amore con le rughe e i personaggi da talent show, i bambini di Bucarest e la morte di Luca Flores. Ma tutto, come al solito, troppo già detto.

Simone Cristicchi, in fondo, è quello che ci vuole per il Festival di Sanremo: tiene svegli e cambia ritmo. Peccato, però, che ogni anno sia lo stesso.

Coraggio, Simone, facciamo il tifo per te. Ma impara a sorprenderci!

Pro

Contro

Scroll To Top