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Singing in the rain

Il tour europeo di Jay Brannan passa dall’Italia per due date a Milano e Roma.
Il songwriter americano, più conosciuto per il ruolo di Chad – il ragazzo gay innamorato dei suoi due vicini di casa – che interpretava nel film indipendente “Shortbus” di John Cameron Mitchell: suonava e cantava la dolcissima “Soda Shop”, ma se l’avete visto di certo non avrete dimenticato la focosa ed esilarante scena del ménage à trois.

Ma Jay Brannan non è solo questo: negli ultimi anni ha dato alle stampe due album, uno di brani originali (“Goddamned”) e uno di cover (“In Living Cover”), ha girato il mondo in tour almeno un paio di volte e torna a Roma, di cui si dice innamorato, per la seconda volta in pochi mesi.

Il concerto al Circolo degli Artisti di certo non parte con i migliori auspici: inizio alle 23.15 di un giorno infrasettimanale, pioggia a catinelle su tutta Roma e un pubblico di fortuna che in buona parte sembra trovarsi lì solo trovare riparo dal diluvio e non smette di chiacchierare. Per fortuna ci pensa Jay Brannan a creare l’atmosfera giusta: ammonisce brevemente i più ciarlieri, si lancia in lunghe conversazioni dal palco sfoggiando il suo italiano e suonando per un’oretta abbondante accompagnato solo dal suono della sua chitarra.

Oltre alla già citata “Soda Shop” meritano una menzione l’impegnativa cover di “Blowin’ In The Wind”, trasformata in un toccante gospel a cappella; “Zombie” dei Cranberries e ben due brani in italiano: un adattamento della sua “Housewife” («Sarò una casalinga – dimmi che male c’è – sarò una casalinga – lo sarò per te»), tradotta dall’amico Marco Guazzone, e un’altra cover, stavolta di Elisa (“Eppure Sentire”).

La serata scorre via in fretta nonostante l’orario disdicevole, e Jay Brannan scende dal palco acclamato come un divo. Ci auguriamo di cuore che lo diventi presto.

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