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  • Sinner: One Bullet Left

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Solid ball of rock

Ci sono delle volte in cui i vecchi sembrano ancora adatti a portare una folata di freschezza nei generi musicali più triti. È questo il caso di “One Bullet Left”, parto numero 16 della band personale del bassista e cantante Mat Sinner.

Soprattutto nella prima metà del disco, si distingue un filotto di tracce armoniosamente a cavallo tra un hard rock infarcito di richiami al passato (“Back On Trail”) e heavy piacevolmente tirato (“The One You Left Behind”, “10 2 Death”). C’è anche la power ballad di scuola ultra-classica (“Haunted”) e qualche mid-tempo meno degno di nota (“Rolling Away”).

Si tratta dunque di buone canzoni, in grado per la sola loro composizione di superare la diffidenza suscitata dalla pretesa di tornare sempre alla vecchia scuola dell’heavy metal.

Hard-metal da defenders, prevedibile ma oliato nei più piccoli ingranaggi e, soprattutto, un passo avanti rispetto al non troppo rassicurante “Crash & Burn”. La voce maschia e melodica, gli assoli e i riffoni, c’è proprio tutto. Tra le osservazioni che si possono fare, tuttavia, c’è un citazionismo un po’ troppo pesante ad aleggiare sopra tutto il disco. Sarà la mancanza di originalità, ma il senso di “già sentito” permea in maniera disperata metà abbondante delle canzoni di “One Bullet Left”.

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Contro

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