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In concorso a Venezia 71, il film del regista turco esordiente Kaan Müjdeci, “Sivas” ha suscitato le prime polemiche sulla natura poco animalista del film.

“Sivas” è la storia di una strana e profonda amicizia tra Aslan, un bambino di 11 anni, e un possente cane da combattimento abbandonato dai vecchi padroni. Aslan decide di prendersi cura del cagnone bianco con il suo stesso sguardo da guerriero. Grazie a Sivas, il bambino tenta di attirare l’attenzione di una sua compagna di classe e che dovrà contendersi con il “principe azzurro” Osman, nonché padroncino di un altro dog fighting.

Al termine del film proiettato in sala Darsena qualcuno ha urlato “vergogna”, mostrando contrarietà per la trama del film piena di scene di lotte clandestine tra cani. La visione è pesante poiché è difficile immaginare il migliore amico dell’uomo nei panni di una sanguinaria e spietata bestia il cui scopo è uccidere l’avversario canino.

Si potrebbe parlare di una sorta di Belle & Sebastien di gran lunga modificato, soprattutto per le interessanti peculiarità che accomuna i due protagonisti. Aslan è un bambino dal carattere difficilmente gestibile, ma piuttosto curioso e sensibile, doti che lo porteranno ad amare Sivas, tanto da decidere di non farlo più combattere. Ma il destino di Sivas ormai è segnato, e Aslan dovrà rassegnarsi all’idea di vedere il suo grande fido dover combattere ancora molte battaglie.

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