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Ska-polvere

Siete pronti per la serata più punkabbestia del Rock In Roma? Questa sera l’Ippodromo Capannelle è pieno di rasta, piercing e bottiglie di vino. Mancano i cani, ma in compenso non manca l’erba. L’apertura è affidata agli Hormonauts, istituzione del rockabilly italiano qui relegata a piacevole sottofondo per le prime birrette. Performance impeccabile come sempre. Tocca poi a un appesantito Piotta. Il Supercafone gioca in casa e, anche se è una casa ancora mezza vuota, i presenti non riescono a trattenere ugola e gambe durante tormentoni come “Il Mambo Del Giubileo” e “La Grande Onda”.

Un lungo cambio di palco fa tramontare il sole regalando un sollievo illusorio, perché il caldo sarà presto sostituito dalla polvere che pervaderà l’aria già satura di umidità: praticamente fango nebulizzato. L’habitat diventerà ancora più estremo quando i 99 Posse scateneranno un incessante pogo. Lo Zulù è in gran forma e dimostra di essere l’animale da palco che è sempre stato da 20 anni a questa parte. Da “Salario Garantito” a “Curre Curre Guagliò”, passando per “Ripetutamente”, “Fujakkà” e Buongiorno”, Zulù trova lo spazio per catechizzare la platea su temi come la lotta al sistema, l’antifascismo e bellaciaociaociao. I pezzi più melodici vengono saggiamente dribblati ma nel medley “Corto Circuito”/”L’Anguilla” Meg, unica esclusa dalla reunion avvenuta l’anno scorso, è comunque ben sostituita dal pubblico. Si chiude con “Rigurgito Antifascista” nella collaudata versione live. Forza Napoli.

L’arena è ormai straripante di gente quando gli Ska-P iniziano a suonare. Premesso che gli Ska-P sono uno dei gruppi esteticamente più brutti del mondo, lo spettacolo offerto dai madrileni è di primissimo livello. I loro pezzi fanno ballare tutti, e il pogo si propaga a macchia di leopardo dal palco all’ingresso. Sembra di essere all’Ariano Folk Festival con il pubblico del concerto del Primo Maggio! Sudore e fatica non impediscono comunque di godersi il meglio della discografia degli Ska-P: “Planeta Eskoria”, “A La Mierda”, la cantatissima “Legalización”, “Resistencia” e un lunghissimo bis con colpi di grazia come “El Gato Lopez”, “Intifada”, “Wild Spain” e “Derecho De Admission”. Stranamente gli spagnoli non hanno fatto alcun riferimento alla recente conquista della Coppa del Mondo, dedicando le pause a testi recitati in Italiano su temi come la lotta al sistema, l’antifascismo e bellaciaociaociao.

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