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  • Skywise: Cold Cold Earth

    Skywise

    Data di uscita: 02-09-2008

    Loudvision:
    Lettori:

Lenta-mente

Originale e allo stesso tempo pedante.
Il terzo lavoro dei capitolini Skywise, attivi già dal 1998, si macchia di alcuni imperdonabili pregi.

Innanzitutto la distribuzione: solo on line, come è giusto che sia nell’era digitale, ma come ancora molti “tradizionalisti” non digeriscono.

Poi c’è la lentezza del doom, amplificata dallo sperimentalismo dei synth, ed avvicinabile alla kosmic music. Un torpore esasperante accompagna i quarantadue minuti di musica, dove il rumorismo dei Kyuss si sposa perfettamente con le reminescenze doom dei Cathedral e degli Ufomammut. Psichedelia ipnotica ed avvolgente.

Infine c’è lo stoner del cantato. Essenziale, senza maschere, ma esasperato dal vuoto attorno a sé. Entra in gioco a sorpresa, solo a definizione di un album che, nella sua voglia intima, vuole essere strumentale.

Superbamente oppressivo, “Cold Cold Earth” richiede un pubblico selezionato ed istruito sugli effetti collaterali del doom.
A dispetto del titolo, la terra degli Skywise è fredda ed asfittica. La loro musica non si sente: viene assorbita. Ed in questo panorama di trascinata disperazione, l’album si porta dietro un’eternità di deliranti e decandeti sensazioni.

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