Home > Report Live > Slash live al Rock in Roma 2015, live report e scaletta

Slash live al Rock in Roma 2015, live report e scaletta

In una strana giornata di fine giugno, a Roma, sotto un cielo coperto di nuvole e un vento leggero, ma costante, tutti attendevano il ritorno di Slash nella Capitale dopo quattro anni di attesa dall’ultima apparizione. La cornice è quella  del Rock in Roma 2015 presso l’Ippodromo delle Capannelle e l’atmosfera è calda sin dall’apertura dei cancelli.

Quando si attende il concerto di un’icona del Rock la scena è sempre la stessa: negli anni le generazioni si succedono senza soluzione di continuità; così la prima cosa che salta agli occhi, quando ancora la maggior parte delle persone è in fila ai botteghini, è la massiccia presenza di bambini, accompagnati dai papà e dalle mamme, in spasmodica attesa di un idolo che passa di mano in mano, di padre in figlio, come fosse un testimone.

Ma un’ora prima dell’arrivo dell’idolo, sul palco ci salgono i Rival Sons ed è subito, maledettamente, Rock; questi ragazzi californiani meritano una citazione particolare, essendo tutt’altro che un gruppo spalla, ma un vera e propria band capace di realizzare un concerto nel concerto. Scott Holiday alla chitarra, il batterista Micheal Mike Miley e Robin Everhart al basso, accompagnano un ispiratissimo Jay Buchanan alla voce, una vera e propria forza sul palco.

I Rival Sons salutano al termine del sesto brano; passano un quindicina di minuti ed ecco affacciarsi sul palco i The Conspirators, Brent Fitz (batteria), Todd Kerns (basso) e Frank Sidoris (turnista chitarrista); segue l’entrata di Myles Kennedy (voce) e da ultimo, come in ogni buon copione che si rispetti, la stella: entra Slash, pronti-via e si comincia senza fronzoli: ecco You’re A Lie, primo singolo estratto da “Apocaliptic Love” e brano d’apertura del concerto. Il gancio con i vecchi Guns & N’ Roses è sempre dietro l’angolo: seguono quattro colpi di charleston e inizia Nightrain. Con l’attacco di Avalon, primo brano della setlist tratto dall’ultimo lavoro “World on Fire”, si inizia a fare davvero sul serio, il ritmo trascina e il pubblico risponde saltando e urlando. Poi è la volta di un altro brano tratto da Apocaliptic Love, Standing in the Sun che anticipa la prima interazione tra Myles e il pubblico di Roma: poche parole, un saluto e un grazie di rito per introdurre Back from Cali, dall’album omonimo Slash, e Wicked Stone, primo brano in cui le mani di Saul Hudson iniziano a scaldarsi sul serio. Seguono Starlight, Double Talkin jive e You Could Me Mine di nuovo a rinverdire i fasti dei Guns. Poi è la volta di Doctor Alibi e l’avvicendamento alla voce tra Myles e Mr. Kerns. Solo per un brano, poi di nuovo Guns e la sempiterna Welcome to the Jungle. Pubblico in delirio, centinaia di I-pad rivolti verso il palco per catturare un momento del tutto solenne per ogni fan del vecchio Slash.
Segue un nuovo mini blocco tratto dall’ultimo Lp: Beneath the Savage Sun e Dissident, brano per il quale Slash fa sfoggio di una delle sue doppio-manico (quella rossa).

Sono passati circa 90 minuti di concerto, la gente continua a saltare e il vento si fa sempre più sferzante; Slash accenna le note di Rocket Queen, uno dei brani più belli (a mio parere il migliore) dei Guns N’ Roses. Rocket Queen è stato, forse, il cuore del concerto, il brano in cui Slash sfodera un interminabile assolo a metà canzone, per la durata complessiva di circa quindici minuti. Ogni volta che sembrava terminare, la gente iniziava ad applaudire, salvo poi fermarsi per ascoltare ancora, e ancora, fin quasi all’estasi.
Lo show inizia a scivolare veloce verso la fine: ancora due brani tratti dall’ultimo Lp, Bent to Fly e l’eponima World on Fire, prima della bellissima Anastasia (Apocaliptic Love).

É ormai tempo di Sweet Child o’ mine e Slither. I ragazzi si allontanano salutando il pubblico, le luci si spengono per il rito dell’Encore: tornano tutti sul palco per la chiusura, in grande stile: Paradise City è l’ultimo brano della setlist; dopo due ore e un quarto di Rock, con i bambini che continuavano a saltare finanche nel parcheggio dell’ippodromo e, potrei scommetterci, nel loro letto prima di addormentarsi.

 

 

La scaletta del concerto di Slash al Rock in Roma 2015

You’re a lie

Nightrain (Guns n’ Roses cover)

Avalon

Standing in the sun

Back from Cali

Wicked stone

Shadow life

Mr. Brownstone (Guns n’ Roses cover)

You could be mine (Guns n’ Roses cover)

Doctor alibi

Welcome to the jungle (Guns n’ Roses cover)

Beneath the savage sun

The dissident

Rocket queen (Guns n’ Roses cover)

Bent to fly

World on fire

Anastasia

Sweet child o’ mine (Guns n’ Roses cover)

Slither (Velvet Revolver cover)

Paradise city (Guns n’ Roses cover)

 

Scroll To Top