Home > Recensioni > Slaughter Denial: Treachery

Eat you alive

I romani Slaughter Denial sono così: prendono un barile di sonorità death-thrash metal, quelle dei nomi più ovvi della scena internazionale, e se lo versano sulla testa. Il risultato è la brutalità assoluta, rigorosamente metal e senza contaminazioni con l’hardcore.

Una parte importante del merito va al cantante Fabrizio Losapio, in grado di ondeggiare tra scream e growl di varie tonalità, fino al gutturale. “Milwaukee Cannibal” è ferocissima. La sezione ritmica talvolta decelera, ma pesta senza ritegno. La chitarra macina ossa, stride e si lancia in assoli veloci. Anche la lentezza – “Illusion Of Doubles” suona molto Six Feet Under – ha il suo spazio. Accenni di melodia si trovano come le mosche bianche, qualche indizio in “Treachery”.

Forse gli SD non sono ancora in grado di rendere il loro mix di influenze davvero personale, e forse la scelta di riempire di voci sei minuti degli undici dell’ultima traccia non è questo colpo di genio. Ma sono opinioni. Il disco in esame è breve quanto si conviene al genere, è tirato, intollerante, cattivo e suonato più che bene. Manca solo di vederli dal vivo.

Pro

Contro

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