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  • Sleepy Sun: Spine Hits

    Sleepy Sun

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Psych-rock from California

Dopo “Embrace” e “Fever”, gli Sleepy Sun tornano con “Spine Hits”. Titoli al massimo di due parole, suoni che ricalcano la psichedelia anni ’60 e ’70 per tre quarti d’ora di livello piuttosto interessante.

Ci sono episodi più rudi e distorti, alcuni più veloci e altri che invece rallentano il ritmo, posti lì quasi per spezzare un po’ e permettere all’ascoltatore di rilassarsi. La voce di Costantino, a metà tra Alex Turner e Gaz (dei Supergrass), è molto grintosa e si inserisce perfettamente nel contesto, donando quel tocco di aggressività in più che non guasta affatto.

Tre dischi finora molto buoni per una band che può lasciare il segno nel panorama indie.

“Stivey Pond”, con la quale si apre il disco, è un inno allo psych-rock ’00s, in pieno stile Warlocks, maestri del decennio nel genere. Già con “She Rex” si vira verso un pop-rock molto più radio friendly, idem dicasi per “V.O.G.”, uniche due tracce davvero radiofoniche. “Creature” è di una grinta e un’energia pazzesca, grinta che si affievolisce verso la fine, quando le dolci “Yellow End”, “Deep War” e “Lioness (Requiem)” chiudono un disco tutto sommato gradevole e piuttosto vario dal punto di vista ritmico.
Eterogeneo e completo, gli amanti della psichedelia gradiranno.

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