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    Slough Feg

    Data di uscita: 08-05-2009

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Il ritorno delle scimmie

Gli Slough Feg sono una band americana con alle spalle 20 anni di carriera passati per lo più come band di culto. Ben sette gli album pubblicati da questi misconosciuti musicisti, anche se il monicker è stato accorciato negli ultimi anni rispetto al precedente The Lord Weird Slough Feg. Grazie alla loro maggiore fama in Europa rispetto alla terra natia, i quattro si sono quindi accasati presso la nostrana etichetta Cruz Del Sur, pubblicando questo loro nuovo cd, “Ape Uprising!”.

La principale impronta della band è evidentemente legata al suono doom / vintage di act come St. Vitus e Pentagram, con chitarre calde e granitiche ed in generale una produzione molto seventies / primi eighties e cruda. Ma la particolarità del combo di San Francisco, sta però nel miscelare influenze stilistiche più variegate. Impossibile in tal senso non tirare in ballo gli Iron Maiden nelle lunghe cavalcate di “Ape Uprising” (la canzone), suite di quasi 10 minuti di durata. Interessanti anche le cadenze folk alla Jethro Tull massicciamente presenti in “White Cousin”.

Mike Scalzi, vocalist e seconda chitarra della band, sfoggia un caldo e rauco timbro vocale sorprendentemente simile a quello di Dee Snider dei Twisted Sister, mentre la sua chitarra duella continuamente con quella di Angelo Tringali, sostenuta dalla sezione ritmica composta da Adrian Maestas (basso) e Harry Cantwell (batteria). Talvolta le intricate atmosfere create dal gruppo fanno pensare ad una più rudimentale ed old fashioned versione degli ultimi Mastodon. Appena 8 le tracce presenti in questo lavoro, per una durata di poco superiore ai 37 minuti. “Ape Uprising!” è un prodotto che, seppur non facendo gridare al miracolo, si lascia piacevolmente ascoltare e non mancherà di far felici i fan delle sonorità metal più classiche.

Ecco cosa succederebbe se Dee Snider unisse le forze con membri di Saint Vitus e Pentagram cercando di emulare l’operazione supergruppo iniziata dai Down, ma contestualizzandola all’interno delle glorie degli anni 80.
Non male.

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Contro

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