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Salt and lemon for all, please

Rieccoli. Gli italianissimi Small Jackets si riaffacciano sul mercato discografico con questo loro terzo CD, intitolato “Cheap Tequila”. E che disco. Notevolmente migliorata nel songwriting, negli arrangiamenti e nella produzione, la band di Cesena ci regala una vera gemma che farà la felicità di chi ama l’hard rock sanguigno e diretto, un figlio legittimo dei capolavori usciti a cavallo tra i tardi anni ’60 e i ’70. I suoni, tanto delle chitarre quanto della sezione ritmica, a livello timbrico sembrano uscire proprio dai solchi di un vinile di quella gloriosa epoca, guadagnando in botta ed in feeling dalla produzione made in Goteborg di cui la band ha avuto la possibilità di usufruire.

Nonostante l’indubbio tributo stilistico ai gruppi capostipiti del genere, è difficile trovare un punto debole nelle tracce presentate, anzi è difficile soffermarsi a pensare razionalmente senza smettere di agitare il piedino per tutti i suoi 45 minuti di durata. L’infuocato rock n’ roll boogie di “Long Way Home” in stile Foghat dà il via alle danze dopo un breve intro, lasciando poi il passo ad una classicissima “Listen To The Rock” dall’incedere vagamente Quireboys. È poi il turno di “Out The Rain Cries”, cantata dal bassista Mark Oak, pezzo veloce dal gusto così vintage rock n’ roll da ricordare le famose cavalcate chitarristiche di Alvin Lee e dei suoi Ten Years After. Graditissima sorpresa è la performance di un ospite d’eccezione alla voce nella kissiana “We Got A Problem”, Walter Lafty dei magnifici Silvertide. Notevole anche la ballad “Goodbye Angel”, dalla cadenza vagamente “Dream On” ed impreziosita da un bellissimo solo di sax.

Lo stupore prende il sopravvento quando parte “Let Me Be Your Man”, totalmente impregnata di un irresistibile flavour funky rock che più anni ’70 non si può. Azzeccati anche l’uso di synth analogici ed hammond in tal senso.
Con “Lonely Man” ci spostiamo invece su territori decisamente più country rock dove lo splendido arpeggio ed il dobro offrono un tappeto perfetto per un assolo di armonica da brivido che ricorda da vicino la sigla del telefilm “Renegade”.

La cover di “Are You Ready?” dei Grand Funk Railroad e la ruvidissima “Too Late” mettono fine ad uno dei più bei dischi rock n’ roll degli ultimi anni. Mettiamoci tutti a dieta perché d’ora in poi le Small Jackets saranno tassativamente obbligatorie.

Yeeeaaah!!
Questo è il cd che vi farà sballare tutta l’estate, vi farà compagnia in tutte le più rissose e rumorose sbronze serali che vi prenderete, vi farà guidare più veloci sotto il sole cocente, vi metterà piacevolmente nei guai nelle vostre conquiste..che dite? Tutto questo non è politically correct? Fuck no man!! This is rock n’ roll and it’s One Louder!!!

Pro

Contro

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