Home > Recensioni > Smashing Pumpkins: Adore
  • Smashing Pumpkins: Adore

    Smashing Pumpkins

    Data di uscita: 09-05-1998

    Loudvision:
    Lettori:

Rassegnazione Corgan-iana

Nel 1998 mentre la furia cieca della natura plasmava le nostre certezze, Billy Corgan, con l’uscita di “Adore”, trasformava con scosse di assestamento la rabbia in rassegnazione.
Diciassette tracce intime e personali, per un’America non ancora pronta ad accogliere l’evoluzione emotiva dell’ermetico Corgan.

Dopo la perla acustica di “To Sheila” inizia appieno l’evoluzione.
“Adorami mentre adorno bare per le anime che ho lasciato indietro nel tempo”, è così che Corgan inizia il mix di chiusura col passato, di rassegnazione di fronte all’irraggiungibilità della felicità.

La rassegnazione, quindi, è il tema predominante del disco: si passa da momenti di amori impossibili (“Daphne Descend”) a sentimenti di inettitudine (“Crestfallen”), da desideri suicidi (“Annie Dog”) alla perdizione (“Shame”).

L’emblema dell’album è “For Martha”, un dolce sentimento nostalgico e malinconico che ci accompagna alla ricerca di un nuovo tipo di amore materno, quello che varca i confini di forma e luogo, quello che arriva solo dopo la morte fisica di tale amore.

Il disco rappresenta una parte che risiede in ognuno di noi, anche in chi non lo ha mai ascoltato.
È quella parte che viene fuori nel pomeriggio domenicale di pioggia, che plasma il nostro essere come l’acqua erode la roccia.

“E se i mari si rifiutassero di fare le onde? E se il mondo si rifiutasse di girare? E se le stelle esitassero?”…E se Billy Corgan non avesse compiuto questa trasformazione? Sarebbe stato sempre e solo un topo rinchiuso in una gabbia di rabbia?

La metamorfosi dell’infinita tristezza giunge cosi alla fine, e mai ci sarà in futuro un altro disco Pumpkins con cosi tanta passione.

Pro

Contro

Scroll To Top