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Lo Stato Sociale: Incontrarsi a Foresto Sparso

Domenica 29 giugno abbiamo incontrato Lo Stato Sociale, prima del loro concerto al festival Forest Summer Fest 2014. Il festival bergamasco è arrivato al suo decimo appuntamento e lo festeggia con un cast da paura e con quattro giorni di emozioni dal vivo. Peccato per la pioggia, che costringe ad annullare alcune esibizioni, tra cui anche anche quella dello Stato Sociale.

Li abbiamo incontrati nel pomeriggio ed ecco cosa ne è venuto fuori: una chiacchierata piena di ironia, tra antica Grecia, la moda dei selfie e le partite dell’Olanda ai Mondiali. Eccola!

È passato un anno dalla scorsa edizione del Forest Summer Fest, che vi ha visti protagonisti. Stasera sarete di nuovo su quel palco. Avete fatto un mare di date in giro per l’Italia, quando avete trovato il tempo di scrivere il nuovo “L’Italia Peggiore”? 

Alberto: Ci hanno tenuti qui fermi un anno a Foresto Sparso. Poi abbiamo preso una pausa di riflessione dal nostro rapporto con Foresto Sparso, ci siamo chiusi in studio e abbiamo fatto il disco. Ci siamo fermati e non abbiamo fatto date da Ottobre a Maggio. Ci hanno obbligato a scrivere delle cose e noi abbiamo scritto un disco. In realtà erano 21 canzoni con i B side, ma abbiamo dovuto scegliere. Non siete come i Verdena, che devono pubblicare dischi doppi, perché non sanno quali canzoni tenere. Lodo: Non possiamo fare un paragone con loro. Noi abbiamo pubblicato solo quelle brutte. Abbiamo un tesoro da parte per i posteri, che i Verdena non hanno.

Il disco “L’Italia Peggiore” ha ottenuto ottimi risultati di vendite e avete scalato le classifiche di Itunes. Di cosa parla questo disco e come nasce?

A: L’idea del Compact Disc nasce negli anni 80. Poi hanno inventato l’Mp3, ma si sono accorti che il vinile era più figo. L: Lui è perito elettronico e sa come si fanno i dischi. Io ho fatto le scuole classiche e non lo so. Francesco: L’abbiamo scritto durante il tour precedente ed abbiamo voluto raccontare l’Italia che abbiamo visto. Da turisti abbiamo fatto una recensione e questo rappresenta il voto che gli abbiamo dato.

“Istant Classic” è un pezzo molto divertente e parla della moda dei selfie. Come nasce la collaborazione con Caterina Guzzanti?

A: Ci siamo impegnati molto per non farla divertente e vedo che il tentativo non è riuscito. Questa canzone parla di un problema vero, quello degli autoscatti e degli italiani all’estero. La fotografia nell’epoca moderna è passata da arte a droga. Abbiamo un cellulare pieno di fotografie, abbracciati a degli sconosciuti. Sorridono, ma in realtà dentro esprimono un disagio sociale. Fai un selfie: tu rimani giovane, mentre lui continua a invecchiare. Un pò alla Dorian Gray. L: Volevamo farla fare ad un personaggio femminile. Che fosse divertente, ma non fosse una cantante. Abbiamo chiesto a lei e ci ha detto di si.

“Linea 30″ racconta la strage della bomba alla stazione dei treni di Bologna. E’ una ferita ancora aperta?

A: Noi il ricordo in prima persona non l’abbiamo, perché siamo nati dopo. Questo è il racconto del babbo di Bebo. E’ una canzone molto importante per noi, perché tiene viva la memoria. Ci sono persone che ci raccontano che spiegano ai ragazzini quello che è successo, attraverso le nostre canzoni. Per noi è una cosa che ci riempie davvero d’orgoglio.

Avete un rapporto speciale con alcuni palchi. Quali sono i posti in cui preferite suonare?

A: Abbiamo suonato nei centri sociali e nei club. Da Bergamo a Palermo. Non è una questione geografica e neanche di tipologia di posto. Ci piacciono i posti in cui troviamo persone che condividono le nostre idee e hanno voglia di fare cose con noi. Capita spesso che quando andiamo nei centri sociali, incontriamo gente che condivide quello che pensiamo e le nostre esperienze di vita si sovrappongono. Ci sono anche centri sociali dove però queste cose non avvengono.

Nel pezzo “Forse Più Tardi Un Mango Adesso No” si parla dell’Olanda che vuole vincere i mondiali. Tra poche ore scende in campo contro il Messico.  E’ l’anno giusto per gli arancioni?

A: Spero proprio di no, anche se ho puntato 10 euro su di loro. Sono molto triste, perché nel brano ho detto che le città più belle sono in Serie A e il Bologna è appena retrocesso. E l’Italia come l’avete vista? L’italia peggiore. Cosa ne pensate di Balotelli? L: A me sta simpaticissimo. Il problema di Balotelli non è essere nero, è di essere troppo italiano. Nelle spacconate è troppo italiano. L’Italia è un paese razzista e se lo fa un nero non gli viene perdonato.

Ricordo un concerto in cui Lodo faceva le capriole, con lo scopo d’incollarsi qualcosa alla schiena ed alla fine baciava Alberto. Come nascono le performance live sul palco?

L: Nacque tutto nell’antica Grecia. C’erano delle grandi feste pagane in cui s’inneggiava al vino ed al sesso. Ad un certo punto dello sviluppo di queste manifestazioni, uno uscì dal coro e divenne “Ipocrite”, cioè la prima parola usata per rappresentare l’attore. Si creò così il protagonista e poi ne uscì un altro che si mise a discutere con lui. Nacque così il protagonista, l’antagonista e poi i vari personaggi. Cominciarono a raccontare una storia e cosi iniziò la tragedia greca. A quel punto la tragedia prese due grandi sviluppi. Poi passò un pò di tempo e arrivano gli U2 e le pedaline. Alla fine il resto è storia. Sono nati così i nostri spettacoli.

 

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