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Sogno breve ma intenso

Solo 90 i minuti a disposizione del pubblico per bere tutto il prog che si è rovesciato dal palco dei Dream Theater, inondando interamente il Forum di adrenalina. Sì, un po’ stretti i tempi, ma decisamente ben utilizzati. L’esibizione è stata da manuale: tanta tecnica ma anche tanta anima. La band c’è. E ci sono, senza dubbio, anche le corde vocali di James LaBrie, tornato brillantemente in forma canora smagliante. I megaschermi alle loro spalle riempiono gli occhi di immagini e fanno da proiezione concettuale a ogni loro brano.

La setlist stuzzica ed è azzeccata. Lo sparo di inizio corsa lo fa la nuova “A Nightmare To Remember”, dal suono epico e incalzante, accompagnata da profili di nuvole livide e giochi taglienti di luce che rotolano sugli schermi senza meta. In mezzo al delirio, anche le note di Jordan Rudess che, alla tastiera, ha intonato l’assolo “O Mia Bela Madunina” facendo esplodere i fans e rendendo omaggio alla calda ospitalità milanese. La carovana ripercorre la strada della loro carriera. Dall’ultimo loro lavoro a tinte scure “Black Clouds And Silver Linings”, snocciolano “Wither”, breve ballad sempre commovente e coinvolgente nelle sue melodiche sonorità, e la lunghissima “The Count Of Tuscany”, che chiude il live con sfumature marcate decisamente dal sapore psichedelico. Delle vecchie glorie, invece, ecco “The Mirror”, “Lie”, il concentrato di parti strumentali “The Dance Of Eternity” e le cariche “The Spirit Carries On” e “One Last Time”. Con “Prophet Of War” tradiscono la loro debolezza per i Muse, confermata in una recente intervista a LaBrie.

Ottimo anche il lavoro della regia che ha sincronizzato ogni maxischermo su tutti i loro divertenti unisoni, regalandoci l’imbarazzo della scelta. Funamboliche le performance di John Petrucci che ha rovesciato i suoi istrionici assoli sulle prime file assetate. E incalzante il basso del sempre schivo John Myung, a braccetto con la follia egocentrica di Mike Portnoy che non ha risparmiato un sol colpo.

Si tirano le somme. A giudicare dall’inesauribile plauso, ancora una volta i Dream hanno fatto centro.

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