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  • Solange: When I get home

    Columbia Records / none

    Data di uscita: 01-03-2019

    Loudvision:
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Succede, è raro ma succede. Capita delle volte che gli artisti pubblichino nuovi album con pochissimo preavviso lasciando i fan piacevolmente disorientati. È il caso di Solange Knowles che solo due giorni fa aveva annunciato su Twitter che la notte del 1 marzo avrebbe reso digitalmente pubblico il suo quarto disco When I get home per Columbia Records.Tutt’altro che succinto o modesto, il progetto contiene 19 tracce e vanta numerosissime collaborazioni quali Tyler, the Creator, Chassol, Playboi Carti, Abra, Standing on the Corner, Panda Bear, Devin the Dude, The-Dream, Sampha, Gucci Mane e Dev Hynes, solo per citarne alcune.

R’n’b, soul, jazz e i benedettissimi aneddoti della black music si intrecciano alla voce calda, a corde strofinate, a cori aulici, a batteria e basso hip-hop stile anni 80. Permeato da una patina di mera blackness, When I get home è un album seducente, fluido, levigato, iper-melodico.

I testi non sono più prolissi, bensì la voce riverbera sulle ridondanze, le reiterazioni ammaliano, la si potrebbe stare ad ascoltare per ore, ipnotizzati dal suo “love me” in Beltway. Insomma Solange riprende in parte lo stile adottato precedentemente per A seat at the table ma restringendo il campo verbale. La stessa first track introduce alla linea stilistica dell’intero progetto e un orecchio ingenuo nota sin da subito che si tratta di una sequenza di one sentence songs. Things I imagined, Down with the clique, Dreams giocano con vibrazioni smooth e chill, aleggiano e si contrappongono ai beat di Stay flo, Almeda e Sound of rain. Le tracce sono ben assortite e rimbalzano tra gli interlude e gli intermissions.

A differenza del pluripremiato A seat at the table, concept album che ci invitava a sedere alla tavola imbandita di temi riguardanti la black culture (basti pensare al ruggito rivendicativo di Don’t touch my hair che inorgogliva la razza per la capigliatura afro), in When I get home sembra che la potente ed elegante donna di colore sia giunta a consapevolezza che la propria gente possieda a sufficienza il black power. Ma adesso si guarda oltre, si guarda al futuro ripartendo da casa, dal proprio quartiere, da Houston, città natale della cantante. Non a caso tra gli interlude compaiono dei sampledi personaggi famosi di Houston come le attrici Debbie Allen e Phylicia Rashad e la poetessa Pat Parker. L’album celebra la black pride facendo della vita e dei risultati raggiunti un manifesto che esibisce l’inopinabile talento della sorellina Queen B, Beyoncé.

È chiaro a tutti che a casa Knowels le doti non vanno sprecate.

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Contro

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