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  • Sonars: Jack Rust And The Dragonfly IV

    Autoprodotto / none

    Data di uscita: 09-01-2015

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Parto col botto: in un’epoca in cui è ormai impossibile creare qualcosa di nuovo senza copiare  i mostri sacri del passato, la parola-chiave di questi anni è semplicemente una: attingere. Ovvero, citare apertamente ma rivisitando, personalizzando.

È il caso dei Sonars, band anglo-bergamasca  che con l’EP di debutto “Jack Rust And The Dragonfly IV” ha guardato ai Pink Floyd più barrettiani, quelli di “Astronomy Domine” e” Interstellar Overdrive”, per intenderci. Psichedelia e acidi (in senso figurato) avvolgono ogni singolo pezzo di quello che è un concept album. Doveroso citare la storia, cioè le vicissitudini dell’astronauta Jack Rust, in missione nello spazio per conto degli USA all’alba della Guerra Fredda e disperso nello spazio a bordo dell’astronave Dragonfly IV…

La neo psichedelia, oggi, può dar fastidio. Personalmente, non amo artisti del calibro di Tame Impala et similia, a mio dire troppo sopravvalutati. Il pregio di una band come i Sonars è proprio quella di non scadere nel banale e dare alle canzoni una propria anima ben definita. Citare senza copiare. Attingere senza plagiare. Difficile, ma non impossibile.

L’album sarà distribuito con l’etichetta Dilruba Records, che da qualche tempo punta a scovare band di musica rock-psichedelica sul territorio Bergamasco. Con i Sonars sembra proprio averci azzeccato. E noi, sicuramente, ci terremo aggiornati su altre possibili novità.

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