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  • Sonars: Theatre of Darkness

    INRI / none

    Data di uscita: 22-02-2019

    Loudvision:
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Esce il 22 febbraio per INRI Theatre of Darkness, il primo longplay dei SONARS, il duo elettro-psych italo-britannico composto da Serena Oldrati e Frederick Paysden.
La band è nata a Bergamo ma il loro sound è decisamente più vicino a Brighton, la città natale di Paysden. Dopo l’EP Jack Rust And The Dragonfly IV del 2015 e una lunga serie di concerti e presenze ai festival internazionali la band, dal trio nel frattempo diventata un duo, finalmente decide di pubblicare il loro primo album full-length.
Theatre of Darkness come titolo è leggermente ingannevole. Le atmosfere dell’album create con chitarre, sintetizzatore, loop station e frammenti delle registrazioni delle voci e suoni ambientali disegnano un paesaggio sonoro ipnotizzante, di chiare ispirazioni Air, Tame Impala, Radiohead e un po’ del vecchio buono brit-rock è decisamente meno cupo (intuibile dal titolo). C’è qui una ricchezza di generi e di ispirazioni, dal trip-hop e psych come in The Distance Inbetween, passando per il clima beatlessiano della seconda metà degli anni ’60 in Hazy Meadow fino al sorprendentemente leggero e dolcemente retro sapore dreampop nel primo singolo, Love Me Anyway.
Inizia tutto con un intro strumentale, Dark Radio per finire con un outro, All The Same – una scelta azzeccata anche se non particolarmente innovativa nel secondo decennio dei duemila. Una strategia che funzionerà senza dubbio nei live in arrivo ad aprile. Poi i pezzi si susseguono senza brusche interruzioni creando un effetto di un’unica grande traccia. Ciò, che per uni potrebbe significare noia per altri è invece una conferma della maturità della band che vede un disco non come raccolta dei brani da scaricare a piacimento ma come un’opera unica, da ascoltare dall’inizio alla fine.
Nella maggior parte dei pezzi è Frederick Paysden il chiaro frontman e la prima voce del gruppo, quella di Serena Oldrati è più una voce di supporto, che ritroviamo in primo piano nel brano Settle Down. Ma i momenti più belli dell’album sono quelli quando le due voci si fondono insieme, come nel lunghissimo (quasi 7 minuti!) Every Time e le ripetizioni ipnotiche dei testi potenziano ancora effetto loop dei brani.
Le atmosfere di Theatre of Darkness più che cupe sono ipnotiche, nebbiose, sognanti, con momenti più elettronici, quando al primo piano viene messo il synth, theremin e loop station e quelli più rock dove trionfano le chitarre. Il duo made in Brighton/Bergamo sperimenta, mischia e prende in prestito dei suoni senza però mai perdere di vista la melodia entrando nel 2019 con un disco di debutto di una maturità che la maggior parte di quelli che in Italia flirtano con musica elettronica possono solo sognare.

Tracklist:
1.    Dark Radio
2.    Hazy Meadow
3.    Love Me Anyway
4.    The Distance Inbetween
5.    Lipstick Dinosaur
6.    Settle Down
7.    Come On
8.    Every Time
9.    Bad Karma
10.    All The Same

Pro

Contro

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