Home > Recensioni > Sonata Arctica: Silence

Una svolta nel modo di concepire il power metal

Poche volte accade, nella carriera di un gruppo, che l’acmé compositiva ed il boom della popolarità vengano già con la pubblicazione del secondo album. Ma i Sonata Arctica riescono anche in questo, e “Silence”, li consacra al pubblico internazionale come una delle migliori realtà dello speed power.
Si fa più evidente il manifesto dei cinque ragazzi finlandesi: sogwriting curatissimo, cori studiati nei minimi dettagli, alternanza di elementi speed a struggenti ballads, di momenti riflessivi e dolci a decorazioni epiche.
Con i Sonata Arctica si ha sempre di più l’impressione di sentire bellissime melodie, a volte commuoventi, tuttavia triplicate nella velocità, ed arpeggi eseguiti ad una speditezza impressionante dalla chitarra e dalla tastiera, coordinate tra loro quasi fossero un unico strumento.
“Silence” è maestoso, sublime, forse la migliore opera del gruppo. Il tono generale, omogeneo in tutti i 62 minuti di musica, frutto di un unico e coerente motivo ispiratore, è comunque cupo e plumbeo come il cielo della Finlandia. Il pié veloce Portimo dimostra di essere ben allenato alla doppia cassa, lavorando instancabilmente. Jani Liimaitainen mette in evidenza la sua sei-corde soprattutto in “Wolf & Raven”, inventandosi un assolo che ricorda “il volo del calabrone”; la sua velocità è vertiginosa e, nello stesso tempo, precisa, da buon strumentista scandinavo.
La prova al microfono di Tony Kakko è quanto mai superba, dimostrando ancora più chiaramente quanto siano particolari e mutevoli i suoi vocalizi. Nei live, si lascia perfino andare a qualche esibizione growl. Il singer registra spesso su più piste, svelando una rara capacità di arrangiatore e fantasista nei controcanti e nei cori.
Immancabile il lento, “The End Of This Chapter”, perfetto nel suo stile flebile e nella esecuzione che si protrae, senza cali di picco, per ben sette minuti.
Ed ancora, la chiusura è a dir poco divina: “The Power Of One”, un brano con svariati cambi di tempo (ecco perché non ci si accorge a volte di essere nel bel mezzo di ambienti power!) ed una conclusione purificatoria e catartica, con controcanti di rara ispirazione.
“Silence” è un album maturo, inattaccabile sotto ogni aspetto.

Scroll To Top