Home > Recensioni > Sons & Daughters: Mirror Mirror

Figli e figlie, siamo tornati!

Erano tre anni che i Sons And Daughters non battevano le scene. Tornano in questo 2011 con “Mirror Mirror”, che mostra un leggero cambiamento verso nuove direzioni, mantenendo sempre l’impianto rock-blues di base che ha caratterizzato la loro quasi decennale carriera. La doppia voce, presente come non mai, rimanda ai Kills, resi celebri appunto dal duo vocale maschile/femminile.

Minimalismo che domina in tutte le dieci tracce per un disco che ha molti rimandi rétro, soprattutto made in ’70s. Inserti elettronici, presenti sin dal secondo pezzo in scaletta (“The Model”), si fanno apprezzare all’interno di una voglia di cambiamento che sta portando la band verso nuovi lidi.

“The Model”, non fosse per la voce femminile che comanda, potrebbe essere un brano di un qualsiasi disco dei Depeche Mode. Echi di Smiths in “Breaking Fun”, scelto come primo singolo apripista dell’album. Le ritmiche sono ipnotiche ed è il classico singolo spacca-classifiche. Molto gradevole “Orion”, pop semplice ed essenziale, con struttura molto lineare. “Ink Free” è un capolavoro dark d’altri tempi. Atmosfere cupe, tastiere che creano tappeti sonori travolgenti, in totale antitesi con “Breaking Fun”, così spensierata e coinvolgente. Due brani quasi ossimorici ma che allo stesso tempo si amalgamano alla perfezione all’interno dello stesso disco. Buonissimo lavoro, molto più maturo e completo dei tre dischi precedenti.

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Contro

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