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Sony migliora e i provider si ingegnano

In questi mesi di crisi del mercato musicale abbiamo certamente imparato una cosa: di certo non c’è nulla. Se l’anno scorso il bilancio delle vendite è stato segnato da quel pesante segno meno davanti, oggi, nel cupo cielo del mercato, un tenue raggio di sole arriva da Sony. L’etichetta ha infatti registrato nell’ultimo trimestre un aumento delle vendite stimato intorno al sette percento. Certo, è anche vero che Sony ha avuto per le mani la colonna sonora di “This Is It” e l’album di debutto di Susan Boyle.

L’impennata, seppure di buon auspicio, rientra più nel campo dell’eccezione che non della regola. Entrambi i lavori infatti sono frutto da una parte di un evento shock come la scomparsa di Michael Jackson e dall’altra di un successo, seppur meritato, fortemente estemporaneo dell’artista britannica. Solo nei prossimi mesi sarà possibile capire se si è trattato solo di una buona congiuntura o c’è qualcosa di più.

Nonostante le difficoltà, però, la musica, all’interno del mondo digitale, continua a rappresentare un forte polo attrattivo soprattutto per i provider della banda larga. Billboard non a caso ha ipotizzato la relazione tra il tasso di abbandono degli utenti nei confronti della banda larga e l’inclusione da parte dei provider di play music services, ottenendo per risultato un paracadute di centinaia di milioni di dollari.

Ora, non è dato sapere il livello esatto di incidenza e, sebbene gli esperti si mostrino abbastanza scettici su una soluzione definitiva in questi termini, il Digital Music Report 2010, redatto dall’IFPI, ha mostrato come in Danimarca servizi di distribuzione musicale erogati dagli stessi provider abbiano ridotto del cinquanta percento l’abbandono degli abbonamenti alla banda larga. Anche se l’esperimento non avesse la stessa efficacia in altri paesi, limitandosi ad una riduzione diciamo del dieci percento, se protratto nel tempo darebbe comunque ottimi risultati. Di questi tempi, vi pare poco?

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