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Sotto le stelle del Cinema: Omaggio a Marconi

Con la proiezione di “Quarto Potere” di Orson Welles è cominciata venerdì sera, in una Piazza Maggiore affollata ben oltre gli spazi assegnati, la rassegna di film per celebrare i cento anni dal Nobel a Guglielmo Marconi.
L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna in collaborazione con la Fondazione Marconi e la Cineteca di Bologna, comprenderà la presentazione di altri quattro film e sarà l’occasione giusta, secondo gli organizzatori, anche per ristabilire un rapporto tra Marconi e la città, che non lo ha finora riconosciuto come meriterebbe.

Dopo una breve introduzione, Barbara Valotti, della Fondazione Guglielmo Marconi, ha tracciato un breve profilo del fisico: accompagnata dallo scorrere di foto e immagini nel maxi-schermo alle sue spalle, Valotti ha insistito molto nel porre la carriera di Marconi alle origini delle comunicazioni wireless, e ha tra l’altro notato come Marconi abbia ricevuto il Nobel a 35 anni, risultando dunque a tutti gli effetti un giovane talento al pari di Orson Welles.

A Cecilia Cenciarelli è spettato di introdurre l’universo di Welles, concentrandosi innanzitutto sui suoi rapporti con il mondo della radio.
Cenciarelli ha ricordato allora come Welles sia stato il regista e il narratore di numerosissimi radiodrammi, che nella trasmissione Mercury Theatre On The Air comprendevano l’adattamento di opere letterarie.
Una di queste fu “La Guerra Dei Mondi” di H.G. Wells, la cui celeberrima interpretazione, che fece credere agli ascoltatori statunitensi che veramente stesse avvenendo una invasione di alieni, scatenò un autentico attacco di panico collettivo: di sei milioni di persone incollate alla radio, circa un milione e mezzo si riversò sulle strade. (Questo avvenimento è stato poi menzionato anche nel film “Radio Days” di Woody Allen, che chiuderà la rassegna.)

Cenciarelli è passata quindi a fornire qualche accenno su “Quarto Potere”, sulle vicissitudini della produzione e sull’ostracismo messo in atto dai giornali diretti da Hearst (il magnate sulla vita del quale si basa il film), sulle intuizioni di Welles riguardo le tecniche narrative e visive adottate e in sostanza sui motivi per cui “Quarto Potere” viene sempre e comunque posto tra i dieci film più belli di sempre nella storia del cinema.

E finalmente è partita la voce di Welles, in uno stralcio dell’originale radiofonico di “The War Of The Worlds”.

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