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Soundtrack Stars Award 2013: Le colonne sonore premiate alla Mostra del Cinema

Soundtrack Stars Award è il premio che da quest’anno vuole individuare all’interno dei film proiettati alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia la migliore colonna sonora, indipendentemente dalla qualità complessiva del prodotto completo: andando cioè a mettere a fuoco il valore della composizione ed il ruolo che ha la colonna sonora all’interno del film.

Come ha dimostrato recentemente anche la celebre statuetta hollywoodiana la compenetrazione tra musicisti e opera cinematografica, con la colonna sonora in veste di co-protagonista dell’opera, è un fatto sempre più frequente. Il premio nasce quindi con lo spirito di unire il mondo del cinefilo ed il mondo dell’appassionato di musica, partendo dalla premessa che esiste un’intersezione molto forte tra l’emotività di entrambi i linguaggi artistici e la sensibilità che lo spettatore gli riserva.

Ci sono dubbi? La cerimonia di premiazione risponde iniziando da uno spettacolo particolarmente esemplificativo di questo spirito: l’artista circense Erika Lemay, insieme al violoncellista Maxim Beitan, mette in scena per la prima volta in pubblico il loro – finora – unico spettacolo come duo intitolato “Hope“, sulle note del main theme di Schindler’s List. Maxim compie un autentico atto di fedeltà al feeling originale, dolente e compassionevole, del brano. Erika dialoga con lui sullo stile di una delle sue personalissime creazioni, la “Dance on hands“. Esteticamente definibile come un insieme di danza, equilibrismo e contorsionismo su delle canne, dove il corpo può fingere di trovarsi in assenza di gravità.

Il risultato invece è tutt’altro che banalmente riconducibile ad una definizione: la tecnica e il sentimento di Erika riescono ad abbracciare le note di Maxim, il quale assume il ruolo del contesto di quello che avviene sul palco. L’orecchio è prigioniero della melodia mentre l’occhio completamente catalizzato dalla poesia fisica: la danza sulle mani inizia con una fragile ricerca di equilibrio, si muove con abbandono e diventa grandiosa e bellissima mano a mano che aumenta la sua difficoltà. Infine culmina nelle figure più complesse dove il corpo si trasforma in una silhouette dalle linee armoniose, e dove la fisicità stessa si trasfigura in incarnazione melodica e in energia. Il controllo diviene una briglia inutile, l’equilibrio un dettaglio dimenticato: l’organismo che danza in quel momento è evoluto a un’espressione incontenibile di fascino e grazia naturale. Ed il messaggio, che intreccia questa fragilità capace di superarsi fino a toccare l’espressione pura dell’esistere insieme alla struggente citazione sonora, è quella “Speranza” per ciò che l’arte può essere in grado di sollecitare unendo musica e immagine: si spalancano gli occhi mentre le note attraversano il corpo cauterizzando le ferite interiori. E ci si abbandona allo stupore.

Al termine dello spettacolo la giuria della prima edizione del Soundtrack Stars Award, presieduta da Giuliano Montaldo e composta da Cesare Cremonini, Laura Delli Colli (presidente del Sindacato Giornalisti Cinematografici), Gino Castaldo (Repubblica), Cristiana Paternò (vicedirettore di Cinecittà News) si appropria del palco per approfondire i criteri di selezione del vincitore che comunicheranno di lì a breve, condivisi tra i giurati in corso d’opera: la loro valutazione tiene fortemente conto dell’importanza simbolica che la musica assume nei film visionati, insieme alle qualità melodiche e stilistiche. Nessun peso è stato dato invece al fatto che la colonna sonora compaia su un lungometraggio più o meno compiuto o piacevole, lasciando quindi le pellicole fuori dall’esame.

Un po’ a sorpresa per tutti, il vincitore della prima edizione del SSA è “Via Castellana Bandiera” di Emma Dante, che nel duetto dei Fratelli Mancuso – contrappunto efficace ad un film fatto di molti silenzi – in un momento funzionale alla trama raggiunge un acuto senza eguali, secondo il giudizio della giuria. In risposta al premio conferito, i due fratelli si uniscono alla celebrazione e dedicano ai presenti una performance a cappella del brano che è valso al film l’inedito riconoscimento.

La cerimonia vede poi come ospite d’eccezione anche Ryuichi Sakamoto, che riceve a parte un riconoscimento speciale come “migliore artista contemporaneo”.

Piccola nota in coda prima dei saluti: la giuria accenna al fenomeno della crisi dei settori artistici, particolarmente nell’ambito musicale. Al punto che, ci dice Cremonini, al di fuori delle moviole dei talent e dei festival, oggi il musicista indipendente trova più spesso sbocchi professionali e libertà creativa nella settima arte. Un trend, questo, che probabilmente andrà a vantaggio dell’importanza che questo premio andrà ad acquisire in futuro.

Lasciamo lo spazio Cinecittà convinti che l’operazione abbia un senso e ricopra un’area importante nell’economia della produzione cinematografica attuale, che la Biennale ha colpevolmente sottovalutato, non avendola mai contemplata tra i suoi leoni e coppe.

La produzione e l’ideazione del Soundtrack Stars Award sono di Free Event, organizzatore creativo di spettacoli di elevato prestigio. Free Event si era già distinto nelle precedenti edizioni della Mostra per aver indicato il connubio delle due arti in un sodalizio naturale; citiamo ad esempio l’evento del 2009 con Douglas Kirkland ed Erika Lemay alla Terrazza WinWin Azimut. Il Soundtrack Stars Award viene ad essere quindi un punto di arrivo del progetto di Free Event, assolutamente meritevole del patrocinio che gli è stato conferito della Direzione Generale Cinema del Ministero dei Beni Culturali.

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