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Un viaggio da Voghera all’Oklahoma

I Southlands vengono dalla provincia di Pavia e, dopo anni di esperienza live tra cover e pezzi propri, approdano finalmente al debutto discografico con “The Morning Sky” pubblicato dalla Studiottanta Fortuna Records.

L’album, composto da dodici brani inediti, si apre con la coinvolgente “South Burning” ed immediatamente ci si chiede se davvero la band venga dalle risaie del pavese piuttosto che da quella provincia americana fatta di infiniti viaggi on the road, sogni ad occhi aperti e quant’altro siamo soliti figurare nelle nostre menti plagiate dall’ american dream.

Bruce Springsteen, Steve Earle, Bob Seger, John Mellencamp e soprattutto Tom Petty sono senza dubbio alcuno le muse ispiratrici del quintetto. E la lezione di musica impartita da suddetti maestri dà i suoi buoni frutti, soprattutto se i risultati sanno essere emozionanti come la bellissima ballad “The Piece We Move” in cui le chitarre di Marco Rovino e Roberto Semini intrecciano prelibatezze assortite per gli amanti di queste polverose sonorità, provocando più di un brivido.

Ottima anche “In The Middle Of Me” in cui i nostri si avvicinano parecchio ai primi album dei The Bottle Rockets, mentre con “Drive” si palesa anche l’impronta dei R.E.M.. Impossibile poi resistere al fascino orecchiabile di “The Devil Girl”, all’ Hammond ed ai soli di “(Clouds) The Morning Sky” o alla melanconia di “Three Drops Of Rain”.

Unico aspetto non perfetto nella proposta della band è la performance vocale di Dario Savini, per certi versi ancora migliorabile, anche se comunque buona ed evocativa.
La conclusiva “Free Gasoline” chiude degnamente il sipario su un album che, pur non creando nulla di originale od innovativo, propone dodici brani suonati con stile, perizia e sentimento.
Il tutto senza risparmiare emozioni e mantenendo, sotto sotto, la viva sensazione di essere in procinto di intraprendere quel coast to coast che in fondo un po’ tutti sognamo.

Sudore, feeling, puzza di whiskey, chitarre infuocate…in questo CD troviamo tutto questo ed altro ancora.
Un disco vero, caldo, trascinante, emozionante…in altre parole One Louder!

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Contro

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