Home > Recensioni > Sparrow And The Workshop: Spitting Daggers

Piatto ricco mi ci ficco

“Spitting Daggers” è davvero un piatto ricco. Gli ingredienti spaziano dal folk all’hard rock, con un irresistibile profumo di alternative/grungettaro. Avete capito, no? Un mix letale che fa di questa seconda fatica di studio dei nostri Sparrow And The Workshop un prodotto tanto indie-friendly quanto apprezzabile da un più vasto pubblico.

Tanto scarno quanto diretto, il platter, composto prevalentemente da mid-tempo e da qualche ballad, si distingue per l’efficacia delle scelte compositive e di arrangiamento.

Come ad esempio l’incrocio vocale che in “Soft Sound Of Your Voice” vede Scotsman Gregor Donaldson in un vero e proprio duetto con Jill O’Sullivan. O come le incalzanti “Snakes In The Grass”, “Spitting Daggers”, “Our Lady Of The Pataoes” e “You Don’t Trust Anyone”. In pratica tutto il disco dimostra che bastano poche ma chiare idee per fare una canzone fatta e finita e che, per giunta, funziona.
Un disco senza tempo, che passa dai Jefferson Airplane ai Black Sabbath come se nulla fosse. E un attimo dopo sei già da un’altra parte.

Pro

Contro

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