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L’ombra del bianco

Louis Jones è un roscetto che viene dallo Yorkshire e che ha scelto di fare musica sotto il pluralis maiestatis di Spectrals.
Dopo l’esordio avvenuto con “Bad Penny”, il giovanissimo britannico ha incontrato sulla propria strada l’ex membro dei Girls Chet “JR” White, il quale gli ha dato una mano a colorire un po’ quell’indie molto lo-fi che si stava portando appresso.

“Sob Story” è un album in cui Jones riesce a dirsi in faccia che è cresciuto e che è più sicuro di sé stesso, che è capace di passare da brani rock con tendenze ai Seventies a ballate più classiche, per non parlare dell’ondata di movimento che “A Heartbeat Behind” è in grado di apportare alle dodici canzoni.
Del Jones che conoscevamo, a dirla tutta, non è rimasto granché: Chet s’è gettato a capofitto per adombrarlo.

Non si può dire che “Sob Story” sia un brutto disco, ma nemmeno erigerlo a capolavoro d’avanguardia. Spectrals rimane un progetto interessante, benché personalmente ritengo che “Bad Penny” abbia lasciato un’impronta come si deve e non la sensazione di un disco piacevole e basta.
Ad affondare le buone intenzioni dell’artista (oltre alla preponderanza di White) è stata anche “In A Bad Way”, chiusura che strema fino alla noia mortale. Un brutto modo per finire un album.

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