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Spie e motori, gioie e dolori

Il 28 ottobre uscirà nelle sale italiane “Johnny English – La Rinascita“, sequel del film campione d’incassi interpretato nel 2001 da Rowan Atkinson, il comico inglese famoso ai più per aver recitato la parte del celebre Mr.Bean. E proprio l’attore britannico abbiamo intervistato alla Casa Del Cinema a Roma in occasione dell’anteprima del film.

Con il nuovo film di Johnny English assistiamo a una trasformazione del protagonista, da un’aspirante James Bond a un’aspirante Jason Bourne, cosa ne pensi?
L’universo di James Bond fa parte senza dubbio del mondo di Johnny English e in particolar modo dell’English del primo film che è sicuramente un personaggio con caratteristiche differenti da quest’ultimo. Johnny English è più credibile di Bond che è un superman a tutti gli effetti, è un personaggio molto più umano. È una spia non per grazia divina, ma perché è una persona tenace, determinata e coraggiosa, vuole essere una spia e lotta per esserlo.
Questo secondo film a mio parere è migliore rispetto al primo, English è un personaggio più reale che, come molti di noi, pensa di essere quello che non è. C’è un lampante divario tra ciò che pensa di saper fare e ciò che fa, ed è questo meccanismo a far scaturire la vis comica del film. Per tutte queste cose English è molto amato dal pubblico, e forse lo sarà più in questo film che nel precedente. Non c’è semplice ironia in “Johnny English – La Rinascita”, il film è un vero e proprio thriller comico con una storia coinvolgente interpretata da bravissimi attori, molti dei quali per la prima volta in un film comico.

Sei un attore dalla grande esperienza e si dice che sul set tu sia una persona molto disponibile, sempre pronto ad aiutare i colleghi. È vero?
Grazie per questo bel complimento. Credo che sia importante non essere mai focalizzati solo su se stessi. La chimica in una troupe lavorativa è fondamentale. Bisogna lavorare tutti assieme nel migliore dei modi e tutto il cast deve contribuire a questo scopo.

Sei un ammiratore dei film di James Bond? E quale dei numerosi attori che l’ha interpretato è stata la maggior fonte d’ispirazione per Johnny English?
Sì, naturalmente sono un ammiratore dei film di Bond: il primo English traeva maggiormente ispirazione dal Bond di Roger Moore, con il suo spiccato autocompiacimento, la sua eleganza, il suo essere sfacciatamente britannico. Naturalmente anche le versioni di Connery e Brosnan hanno avuto il loro peso. Del Bond interpretato da Daniel Craig ho visto solamente “Casinò Royale” che mi è molto piaciuto, è stato davvero bravo a dare una nuova vita al personaggio.

Hai sempre interpretato ruoli comici, ma ti piacerebbe un giorno interpretare la parte di un cattivo?
Beh, ho buone possibilità visto che a Hollywood fanno fare la parte dei cattivi sempre agli inglesi (ride). I miei personaggi più famosi, come English e Mr.Bean, sono personaggi comici e forse per questo motivo non mi considerano mai per ruoli da cattivo. Nel primo abbozzo di sceneggiatura di Johnny English dovevo interpretare anche il ruolo del cugino malvagio della spia, ma non sono molto bravo a interpretare due parti nello stesso film, è una cosa molto difficile, al contrario di Mike Mayers che è bravissimo in questo.
[PAGEBREAK] È nota la tua passione per le auto, com’è stato guidare la Rolls Royce, la macchina di Johnny English in questo secondo capitolo, e com’è stato scorrazzare nella sedia a rotelle motorizzata, usata in una delle scene d’inseguimento più divertenti del film?
Come sapete sono un amante dell’automobilismo: la Rolls Royce è una macchina stupenda e l’ho voluta personalmente per questo film, desideravo una macchina inglese ma la classica Aston Martin mi sembrava fin troppo sfruttata. Sono venuto a conoscenza dell’esistenza di questo particolare motore, il V16, che non era mai stato utilizzato, e ho deciso di usarlo nel film nella splendida Rolls Royce che avete visto. Anche questo è sintomo della maturità di Johnny English. La carrozzella motorizzata invece è stata molto divertente: avevamo intenzione di girare un inseguimento diverso, atipico, e abbiamo pensato di mettere un motore da go kart in questa sedia a rotelle. Ah che bel giocattolo! Andava anche oltre i 60 km/h che per un mezzo così piccolo e poco stabile è davvero tanto, naturalmente la guidavo io nel film, soprattutto le scene dove la carrozzella andava più veloce.

Ti diverti a rivedere i tuoi film, se li rivedi, magari con la tua famiglia? E in Rowan Atkinson c’è più Mr.Bean o più Johnny English?
In genere non riguardo mai i miei film, non mi piace. Naturalmente sul set rivedo costantemente il girato, ho anche la capacità di distaccarmi completamente dal ruolo che interpreto. Quando parlo con il regista infatti mi riferisco al mio personaggio in terza persona.
Per quanto riguarda Bean e English, indubbiamente qualcosa di loro mi è proprio. Mr.Bean, essendo un bambino in un corpo d’adulto, probabilmente potrebbe essere Rowan Atkinson a dieci anni. Di English ho forse le qualità positive, la tenacia e la determinazione, ma sicuramente non mi autoilludo come lui.

In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo oggi i film comici e la risata possono essere d’aiuto?
Credo che certi tipi di film possano aiutare le persone nelle piccole difficoltà giornaliere. Il divertimento è una cosa importante e in genere le persone non rinunciano mai alla risata, anche se ciò può costare qualche sacrificio, specialmente in momenti difficili come questi. Sono curioso di vedere le reazioni a “Johnny English – La Rinascita”, sarei lieto di poter contribuire a un sorriso in più.

Hai già visitato l’Italia in passato, c’è qualche personaggio italiano che trovi particolarmente comico?
Purtroppo non conosco così bene l’Italia e gli italiani da poter rispondere a questa domanda, però devo dire che trovo molto divertente la flessibilità che hanno gli italiani nella guida, un atteggiamento radicalmente diverso da quello dei britannici, ma anche dei francesi o dei tedeschi. Io condivido la passione che hanno gli italiani per l’automobilismo e anche l’atteggiamento che hanno nella guida, e se mi dovessero chiedere un posto dove poter guidare in maniera diciamo vivace raccomanderei sicuramente l’Italia.

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