Home > Rubriche > Ritratti > Spike Jonze: Un outsider hollywoodiano

Spike Jonze: Un outsider hollywoodiano

Al cinema, in fondo, ha dato poco. Solo due lungometraggi da regista e un terzo in uscita, il curioso “Nel Paese Delle Creature Selvagge”, ispirato ad un libro illustrato per bambini di Maurice Sendak.
Ma l’estro di Spike Jonze (nome d’arte di Adam Spiegel), spesso buffo, con un marcato gusto per la parodia e il nonsense, ha toccato, negli anni, i più distanti settori espressivi. Spike è innanzitutto un autore di videoclip, collaboratore fedele di FatBoy Slim (è lui che ha fatto danzare e svolazzare Christopher Walken in “Weapon Of Choice”, lui che in prima persona era già stato improbabile ballerino in “Praise You”), Björk (“It’s Oh So Quite”), Weezer (sua la simpatica rivisitazione di “Happy Days” in “Buddy Holly” e suoi i teneri cuccioli di “Island In The Sun”), Beastie Boys (“Sabotage”).

Chiunque abbia poi dedicato qualche ora dell’ultimo decennio ad Mtv, non può non essersi imbattuto nelle avventure ricercatamente stupide, sgradevoli, al limite del masochismo più fastidioso di “Jackass”, sorta di contenitore di imprese compiute da valorosi stuntmen, in bilico tra il pericoloso, l’inutile e il disgustoso. E ovviamente il comico. Dietro alle sofferenze divertite e allegramente autoinflitte di gente come Johnny Knoxville c’è la mente di Spike Jonze, co-autore del programma con Knoxville e Jeff Tremaine; nato come redattore di magazine, Jonze ha poi rivolto parte del suo ingegno al mondo poco noto degli skateboarder, realizzando video e spot pubblicitari.

Infine, il cinema. “Essere John Malkovich” (1999) è il primo lungometraggio scritto da quel Charlie Kaufman divenuto celebre anche per le collaborazioni con Michel Gondry (“Human Nature” e “Eternal Sunshine Of The Spotless Mind”, per il quale ha vinto l’Oscar come miglior sceneggiatore) ma soprattutto per l’intricatezza dei suoi script.
Il film si fa notare e apprezzare, agguanta tre nomination agli Academy Awards di quell’anno e raggranella numerosi riconoscimenti in giro per il mondo, tra Festival e premi di vario tipo. La popolarità come autore di videoclip aiuta certamente Jonze nel conquistare l’Mtv Movie Award come best director.

Il successivo “Il Ladro Di Orchidee” riconferma Kaufman – che si cimenta in una sorta di autobiografia sui generis nominando Nicolas Cage suo alter ego cinematografico – e sottolinea una volta di più la sensibilità e la furbizia di Jonze nel formare i cast: quanti semi-esordienti possono dire di aver già avuto sul set John Malkovich, Meryl Streep e Tilda Swinton?

E lo stesso Jonze del resto ha sperimentato in prima persona la recitazione, sia pure con un suolo ruolo davvero corposo, quello nella grottesca commedia bellica di David O. Russell “Three Kings”, a fianco di George Clooney e Mark Whalberg.

Tante poi le regie mancate, sfumate, rifiutate: “Benjamin Button”, nel corso di una pluridecennale gestazione pre-produttiva è passato anche fra le sue mani, per poi finire, lo scorso anno, in quelle dell’amico David Fincher.

Un outsider strampalato, insomma, ma costantemente impegnato a flirtare con Hollywood. Anche sul versante gossip: ex-marito di Sofia Coppola, si è parlato di una sua relazione con Michelle Williams.

Scroll To Top