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Splendendo sotto il sole per cui hanno lottato…

Ciò che sto per presentare non è l’ennesimo capolavoro dei Placebo, bensì un lavoro “alternativo” che permetterà loro di stare sulla cresta dell’onda per un altro lungo periodo.

Tra passato e presente

Ci hanno sempre abituati alle loro assenze. L’ultima è durata tre anni, fino al 2009. Poi, come un meteorite, a 30000 km/h sono tornati sul pianeta Terra quasi del tutto rinnovati, hanno piazzato il loro “Battle For The Sun” in classifica portandosi a casa, oltre agli incassi, anche i commenti positivissimi della critica e ci hanno concesso un tour mondiale durato la bellezza di due anni in cui non è stata negata neanche la più misera (ma comunque attesa) data nell’estremo Sud del Bel Paese.
E dopo tre anni, per tornare più forti e motivati di prima senza far pesare il tempo in cui sono stati assenti, di coraggio ce ne vuole. Ma Brian Molko & Co., si sa, di coraggio ne hanno da vendere. E si concedono anche loro delle priorità e un’autocelebrazione a tutti gli effetti.

Un periodo così focoso deve essere ricordato, un po’ come fu per “Once More With Feeling: Singles 1996-2004″ del 2004.
Si festeggiano così anche gli ultimi grandi successi in casa Placebo, portando sul mercato un cofanetto davvero precious di “Battle For The Sun – Redux Edition” contenente la ristampa dei 13 brani del precedente disco, un bonus album composto da 10 tracce tra pezzi riarrangiati e inediti, un’esclusiva maglietta ATTICUS della band e delle note di copertina scritte a mano da Brian Molko.
Il cofanetto è solo la splendida cornice intorno ad un lavoro ben pensato e organizzato, un vero pezzo da collezione per i fan più sfegatati e un ottimo motivo per portare all’acquisto del disco chi ancora non è in possesso.

Li abbiamo visti in panni diversi ma sempre fedeli a ciò che volevano comunicare con la loro musica. I “vecchi” Placebo che sembravano usciti dal Romanticismo letterario hanno forse deciso che la nuova corrente da seguire, in seguito ad una maturazione personale oltre che musicale, si caratterizza per un razionale ottimismo e la ricerca di uno sprazzo di luce nel buio del mondo e dell’anima. Ed è proprio questo che li ha portati a raggiungere, conciliando sentimenti e musica, un equilibrio artistico e dei sensi che precipita su questa nuova visione generale nell’ultimo album e nelle tracce del CD bonus contenuto nel cofanetto.

“Battle for the sun – REDUX EDITION”, il cofanetto

Inutile soffermarsi sulle 13 tracce di “Battle For The Sun”, che già dal primo ascolto sembrano non avere punti deboli.
Analizziamo invece le 10 bonus tracks, dalle quali scopriamo un nuovo lato sonoro della band che possiamo identificare come quello più maturo e rigoroso rispetto alle sonorità dark e malinconiche emulate dai distorsori di chitarre a cui ci avevano abituato, trasmettendo nei nuovi arrangiamenti delle vecchie canzoni la meticolosità raggiunta dopo una lunga e sudata carriera, percepibile dalla presenza di pianoforti talora imponenti, chitarre quasi inesistenti e uno studiato e moderato uso dello strumento voce da parte del Molko.

Tutto ciò ci permette di valutare e interpretare sotto un’altra luce pezzi come “Blind”, “Because I Want You”, “Drag”, “Soulmates”, “Twenty Years” o la recentissima “Breathe Underwater”. Ed è a questo pro che i vecchi pezzi (che nelle versioni precedenti si perdevano in distorsori martellanti di chitarre e tastiere) trovano una giusta collocazione nei nuovi arrangiamenti ed acquistano di significato proprio a livello di quell’equilibrio tra testi (emozioni) e musica, i nuovi arrangiamenti esasperano e comunicano a livello intimo e forte ciò che è il messaggio proprio di ogni singola canzone.
Ammiriamo inoltre la messa in gioco della band per ciò che riguarda gli inediti che si adattano benissimo alla linea seguita e pensata per l’ultimo album, di cui potevano benissimo far parte, appurandone una vera sperimentazione per quanto riguarda questi ultimi . Un esempio tra tutti è il non-proprio-inedito “Trigger Happy Hands”, richiestissimo dai fan durante i live .

Il futuro

Il cofanetto ed i vari gadget poco importano, questa sarà anche una ulteriore risorsa economica per la band, ma chi dice che non è oro quel che luccica? E chissà se vedremo i Placebo impegnati totalmente in un album orchestrale o se il prossimo lavoro sarà ancora più innovativo dell’ultimo. La verità è che, a 14 anni dal loro album d’esordio, ci piacciono in qualsiasi veste e sono ogni volta più capaci di stravendere.
Ora non sappiamo quali saranno le sorti della band: questa pubblicazione sarà forse sinonimo di un’ulteriore pausa? Attendiamo notizie. Per il momento, la loro carriera li ha visti spesso affiancare i grandi nomi della musica mondiale, ma arrivati a questo punto non è poi così difficile vedere la band vicina all’olimpo musicale. È proprio il caso di dire che i Placebo sono al primo atto di una consacrazione che permette loro di splendere sotto il sole per cui hanno lottato.

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