Home > Recensioni > Spoek Mathambo: Father Creeper

Più lo ascolti, più capisci

Suoni estrapolati dai videogame, cori africani pieni di sentimento, versi di rap che crescono esponenzialmente.
Volete tutto questo in un’unica compressa audiosolubile? Spoek Mathambo è qui per voi.

Uscito allo scoperto nel 2010 con “Mshini Wam”, il giovane di Johannesburg punta alle radici della propria cultura d’origine tenendo nell’arco una freccia electro-rap intinta di rock.
Gli undici brani che compongono il disco, infatti, sono in continua evoluzione, mai appiattiti su un unico motivo conduttore; da ciò deriva un mix di tecnologia e old school su cui si stagliano le vibrazioni dissonanti delle parole pronunciate da Nthato Mokgata, vero nome dell’artista.

Insomma, uno che sa cosa fare e lo fa pure bene: non rimarrete delusi.

Il bello della musica di Spoek Mathambo è che il nuovo non arriva a cancellare il vecchio né il vecchio si riappropria della posizione di prestigio: è come un serpente che si morde la coda, un circolo eterno di cui non si possono distinguere inizio e fine.
Ecco quindi la prova che la tradizione può convivere con l’innovazione senza inutili spargimenti di sangue (e poi “Let Them Talk” è tipo una figata).

Pro

Contro

Scroll To Top