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Interdetti dai lamenti

Nel loro ultimo album, “C’è Tutto Il Tempo Per Dormire Sottoterra”, gli Spread si destreggiano tra melodie rock classico e rock più duro, quasi metal, riprendendo anche linee psichedeliche che richiamano i Pink Floyd.

Un album basato sulla parte strumentale più che sulla voce (spesso, in alcune canzoni, le parole sembrano quasi lamenti). Molto particolare l’ultimo brano, dodici minuti di melodia cangiante.

Carina l’idea di prendere canzoni classiche come “Fin Che La Barca Va” e riarrangiarle nel loro stile, quasi in maniera burlesca. Alcuni pezzi come “Gundam” e “Il Castello Di Poppi” tendono a lasciare l’ascoltatore interdetto perché cortissime (ma probabilmente fungono da riempitivo). È un album alquanto sconcertante, in particolare per l’utilizzo della voce: viene usata raramente e spesso emette più lamenti animaleschi che vere e proprie parole. L’ultimo brano sembra essere un giochetto con l’ascoltatore, cambia spesso melodia ed è ricco di pause tra una parte e l’altra.

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Contro

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