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Sprechen sie deutsche?

Qualora esista un’intelligentsia dell’underground musicale che imposta tendenze e dà vita a correnti d’ascolto, Scott Soriano ne farebbe parte. Da ormai dieci anni il direttore della S-S Records siede nella stanza dei bottoni e attraverso le pubblicazioni della sua etichetta sposta le attenzioni di orde di fanatici sul gruppo del momento. Una costante ricerca, priva di qualsiasi blocco pregiudiziale, lo ha portato alla conoscenza di ogni singolo canone ed all’individuazione immediata di quei suoni che ne trascendono i limiti.

L’introduzione può aiutare a spiegar il ridotto stupore di fronte a “Eins, Zwei”, meraviglioso LP degli outsider berlinesi Banque Allemande, prepotentemente collocatosi tra i migliori dischi del 2010 appena passato. Non serve ascoltare più di quattro brani per comprendere le ragioni che hanno portato il gruppo nel catalogo S-S: i Banque Allemande scrivono ottime canzoni e riescono a dare forma impeccabile ad un’inusitata serie di intuizioni musicali, senza mai vincolarsi a rigide esecuzioni di genere.

Il successo dei Banque sta nell’aver saputo personalizzare con molto gusto una base post punk, donando nuovi colori e vitalità alle spigolose quadrature di una materia ormai inflazionata. Suoni aggressivi, diretti ed indiscutibilmente “fisici” creano con la loro ruvida consistenza uno spazio sonoro nuovo e ricco di suggestioni, senza mai scadere in gratuiti “artisticismi”. Un brano? “Geld Wie Wir”, perla di concretezza ed obliquità, perfetta illustrazione di un’anima doppia ed irrequieta.

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