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Sputeremo in testa a chi si avvicinerà

La data al Circolo Magnolia con cui i Ministri hanno presentato il loro ultimo cd, “Fuori”, era sold out da tempo. D’altro canto i Ministri in casa hanno sempre avuto un’accoglienza calorosissima, tanto che il pubblico giovedì sapeva già i testi di tutte le canzoni del CD, come ha con sorpresa scoperto anche Davide Autelitano, il cantante e bassista che, durante l’esecuzione di “Noi Fuori”, si è fermato a prender fiato nella parte più complessa, venendo comunque sovrastato dal cantato dei ragazzi presenti. “Che bravi, sapevate anche tutta la strofetta”, si è complimentato poi.

Una serata molto grintosa, con un Michele Esposito (batteria) come sempre inappuntabile. Tanto sudore, tanta voce roca di Davide, tanti sbattimenti di Fede Dragogna (chitarra) e la solita perplessità di tutti (a volte pare anche della band) nei confronti di Effe Punto, il tastierista senza espressioni né voce che a volte (come in “Gli Alberi”) infila arrangiamenti addirittura fastidiosi.

Una serata i cui nodi centrali sono stati per forza di cose Emilio Fede e le proteste dei ragazzi dell’università. Appena salito sul palco, Fede(rico) ha spiegato che “tutto l’incasso di questa serata sarà devoluto a pagare una cena con Emilio Fede”. Più tardi, presentando “Gli Alberi”, i Ministri hanno ricordato come anche gli studenti universitari stiano salendo in cima non ad alberi ma a tetti e a monumenti: “L’Italia è occupata, la Torre di Pisa, la Mole. È un ottimo inizio! Alla fine, si sta seguendo la nostra proposta di andare in alto”. E ancora un altro accenno si è avuto sui bis, dopo “Diritto Al Tetto”, con il pubblico scatenato e Davide che ha sfoggiato un fantastico paio di bretelline rosse, con Fede che chiedeva rispetto per la loro veneranda età: “In un paese civile, giovani così bisognerebbe menarli”.

Un concerto, in ogni modo, in cui i Ministri si sono dedicati più a suonare che a chiacchierare con il pubblico, ma con le solite uscite ironiche (“Ora la cosa più banale che potremmo dire è Ciao Milano!”) e Davide che si è messo a fare stage diving almeno due volte, come lo ha canzonato Fede, sui PEZZI LENTI (“Il Bel Canto”, eseguito con il solo accompagnamento di chitarra, appena prima dei bis, e “Abituarsi alla Fine”): “Tu sei l’unico in Italia che fa stage diving sui pezzi acustici”, lo ha bollato Fede. (“Ma vieni sino qui facendo stage diving che ti prendo”, pensavano tutte le fanciulle presenti, sottoscritta inclusa).

Da rilevare come Davide alla voce diventi sempre più preciso. Lo avevamo scoperto nel 2007 che diventava a volte calante o che non ce la faceva ad avere l’intensità e la durata dal vivo come in album. Ormai, invece, è un cantante vero, specializzato nei toni rochi, ma che si diverte a volte anche a finire in growl, come ha fatto con “Diritto Al Tetto”.

I pezzi in scaletta erano spesso riarrangiati, come nel caso di “Vestirsi Male”, presentato con un altro giro di batteria, più lento e solenne, o di “I Nostri Uomini Ti Vedono”, che nella versione live ha da sempre una parte strumentale con il gruppo che canta “lalala la“, o, ancora, “Non Mi Conviene Puntare In Alto”, con parte strumentale centrale, gestita dalla band come fosse una coda.
Non è ovviamente mancato l’inedito-non-inedito “Il Mio Compagno Di Stanza” anche se, ovviamente, l’arrivo del nuovo album ha decretato la scomparsa dalla scaletta di pezzi classici dei Ministri quali “La Casa Brucia”, “Vicenza (La Voglio Anche Io Una Base A)”, “Fari Spenti” o “I Soldi Sono Finiti”. E anche di “Uomini Soli”, cover che malauguratamente i Ministri fecero all’alba dei tempi e che ieri è stata chiesta a gran voce con tanto di cartelli da pubblico (“Non ci posso credere! Ma andate a vedere I Pooh!”, ha esclamato Federico).

La carica dei Ministri è sempre inarrivabile, e il pubblico continua a restare entusiasta e fedelissimo. In particolare, la domanda che ci si fa sempre è come faccia Fede a fare quella cosa con la testa tutto il tempo, con grande spandimento di sudore (che, come ricorda Davide, va rispettato, che “abbiamo ormai quasi quarant’anni”), anche se avere un pubblico che per tutto il tempo canta ogni cosa, ovviamente, impedisce di godere appieno del concerto. E lo sbarramento umano tra chi scrive e il palco ha impedito spesso di vedere che stessero combinando i tre più uno.
Soliti momenti in cui Federico si fa portavoce del disappunto (vero o presunto?) dei ragazzi presenti, spiegando di nutrire “la speranza di poter presto andare a votare, non solo, di votare qualcuno in cui si crede. Cosa mai successa in dieci anni che voto”.

Il Sole (È Importante Che Non Ci Sia)
Che Cosa Ti Manca
Bevo
Non Mi Conviene Puntare In Alto
Vestirsi Male
Noi Fuori
Gli Alberi
La Piazza
Una Questione Politica
Tutta Roba Nostra
Il Mio Compagno Di Stanza
Il Bel Canto
-
I Nostri Uomini Ti Vedono
Mangio La Terra
Tempi Bui
La Petroliera
Diritto Al Tetto
Abituarsi alla Fine

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