Home > Report Live > St. Vincent a Villa Ada – Roma Incontra il Mondo 2015, report live e scaletta

St. Vincent a Villa Ada – Roma Incontra il Mondo 2015, report live e scaletta

Ieri sera, 8 Luglio 2015, a Villa Ada – Roma Incontra il Mondo 2015 si è tenuto uno dei concerti più attesi della stagione estiva di Roma incontra il Mondo: St. Vincent e, ad apertura, Adriano Viterbini.

Adriano Viterbini sale sul palco accompagnato dalle solite fedelissime chitarre, da una batteria e da una sessione di percussioni e tromba. Chi è abituato a vederlo esibirsi nei frenetici riff dei Bud Spencer Blues Explosion, di cui è l’anima insieme al batterista Cesare Petulicchio, avrà sicuramente apprezzato questa nuova variegata formazione. Il chitarrista romano ha immerso il suo sound in sonorità afro jazz, mescolandoci le sue tipicità blues e stoner. Romero, il percussionista, introduce il primo brano con un cantato tribale sorretto dal dinamico riff di chitarra di Viterbini.
A seguire blues, jazz, assoli di chitarra e di tromba; tutto fondamentalmente semplice e per questo coinvolgente. Un’ottima scelta per iniziare la serata, sicuramente.

Sono le 22:30 e sul palco è rimasta solo la strumentazione di St.Vincent e la sua band.
Il pubblico, dalle transenne, popola il piazzale di Villa Ada fino ai tavoli dei vari bar e ristoranti. La fama di St.Vincent, dopo l’ultimo omonimo capolavoro in studio e il Grammy per miglior album di musica alternativa, è aumentata considerevolmente anche qui in Italia. Il calore del pubblico nell’attesa è una sincera conferma.
Il palco si illumina con l’ingresso della band e le prime note suonate dalla Fender Telecaster di Annie Clark sono quelle di Birth In Reverse, un articolato riff distorto e movimentato a cui si lega la linea vocale. Il pubblico, rapito dall’abilità della band, è in estasi per l’attacco delle sonorità elettroniche di Rattlesnake, un brano scandito dal corposo sintetizzatore di Daniel Minsteris che sfocia poi in un eclettico assolo di chitarra.
St. Vincent sul palco è una creatura sublime, i movimenti robotici sugli alti tacchi e lo sguardo rapito e penetrante trattengono l’attenzione in una sorta di estasi ipnotica; la maestria con cui le sue dita si muovono sulla tastiera della chitarra ne fa un naturale proseguimento del suo corpo sfumando i confini fisici tra lo strumento e la stessa Clark; Surgeon è un esempio di come la tecnica incontri le capacità compositive dando vita a un brano che rasenta la perfezione.
La scaletta del concerto prosegue senza sosta, le uniche piccole attese sono tra un cambio di chitarra e l’altro. Così si passa dalla frenetica Actor Out Of Work all’eterea Chloe in the Afternoonfino alla spettrale e viscerale Sparrow.
In molti brani il pubblico canta insieme ad Annie dimostrandosi un attento conoscitore dei testi e delle melodie come nel successo di Cruel o Cheerleader.
Il concerto si chiude nel delirio frenetico di Your Lips are red tratta dal primo album del 2007. Negli oltre quindici minuti di canzone Annie Clark si lascia interamente possedere dall’energia e dallo spirito sprigionato dalle note della chitarra che poi lascerà tra le mani dei fan come un dono prezioso. Salita sulle spalle di un bodyguard l’artista texana si è lasciata andare al proprio pubblico che ha cercato di toccare le sue mani come una vera dea del rock. Dopo aver mostrato un grande striscione con scritto “Marry Us” lanciato da qualche appassionato, un richiamo al primo album intitolato per l’appunto Marry Me, St. Vincent si è lasciata andare nell’ultimo folgorante assolo.

 

St. Vincent è sicuramente una delle realtà musicali più interessanti di questo periodo. Il suo percorso artistico è in continuo movimento su un sentiero fatto di grandi capacità compositive e talento puro. Dal primo album ha evoluto le proprie sonorità oltrepassando sempre i propri limiti creativi, toccando l’elettronica senza mai dimenticarsi di premiare il suo strumento: la chitarra. E’ un’artista dotata di un’intelligenza musicaletangibile in ogni suo brano e in ogni sua scelta stilistica. E’ l’arte che si fa piacere nell’essere apprezzata e vissuta per ciò che è e quanto può dare, ma è anche l’arte che ispira e che infonde il desiderio di potervisi avvicinare, anche solo di un passo.

“Posso andare dove voglio” ha dichiarato non molto tempo fa in un’intervista. Vai Annie, dove vuoi, noi ti seguiremo.

La scaletta di St. Vincent a Villa Ada – Roma Incontra il Mondo 2015

Birth in Reverse

Rattlesnake

Surgeon

Actor Out of Work

Laughing With a Mouth of Blood

Chloe in the Afternoon

Sparrow

Marrow

Cheerleader

Prince Johnny

Every Tear Disappears

(with “Personal Jesus” snippet)

Regret

Cruel

Digital Witness

Bring Me Your Loves

Huey Newton

Encore:

I Prefer Your Love

Your Lips Are Red

Scroll To Top